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    I nuovi accordi di libero scambio dell’UE: opportunità per il made in Italy e per la sostenibilità ambientale

    L’UE è continuamente impegnata ad aumentare gli accordi di libero scambio con paesi terzi. Gli obiettivi della politica commerciale europea sono: a) favorire il business delle industrie europee e quindi anche di quelle italiane e pugliesi b) promuovere la tutela dei diritti fondamentali del lavoro e la tutela dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e della giustizia sociale. Infatti, nelle “Disposizioni di sostenibilità negli accordi di libero scambio dell’UE” – Revisione del piano d’azione della Commissione europea emesso dal Parlamento dell’UE si afferma che “ “…Since the free trade agreement (FTA) signed with South Korea in 2009, EU trade deals each include dedicated trade and sustainable development (TSD) chapters encompassing issues such…

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    Negoziazioni UE Indonesia per accordo di libero scambio

    Valdis Dombrovskis ha affermato a Jakarta che entro la metà del 2024 potremmo avere un accordo di libero scambio con l’indonesia. Ha infatti annunciato che: “… We see there is some renewed momentum and we hope to build on that…” in quanto si tratta di trattative iniziate nel 2016. Vale la pena sottolineare che il commercio tra UE e l’Indonesia è pari a $24.7 bioloni nel 2021.

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    AEO, authorized economic operator e sistema logistico per distinguere le merci unionali da quelle non unionali

    Le linee guida unionali sull’AEO (TAXUD/B2/047/2011 – Rev. 6) nel proprio allegato 2 indicano la necessità di adottare un sistema logistico capace di distinguere  le merci unionali da quelle non unionali allo scopo di garantire un adeguato livello di compliance con la normativa sull’origine preferenziale e, di conseguenza, degli accordi di libero scambio (free trade agreements). Pertanto, il rischio di confusione e mancata tracciabilità dei beni unionali da quelli che non lo sono imporrebbe: a)procedure di controllo interno; b)verifiche dell’integrità dei dati inseriti per verificare che siano corretti. Per quanto riguarda il QAV (questionario di autovalutazione da presentare insieme all’istanza per l’AEO) è il punto n.3.2.2 il quale bisogna rispondere…

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    Accordo di libero scambio tra UE e Nuova Zelanda: alcolici e vino

    L’accordo di libero scambio tra UE e Nuova Zelanda concluso il 30 giugno 2022 e che entrerà in vigore una volta ratificato dispone norme sul commercio degli alcolici e, quindi, dei vini. In particolare, l’UE e la Nuova Zelanda convengono che: l’UE può chiedere nelle etichette delle bottiglie di vino l’indicazione della presenza di allergeni in adempimento dei regolamenti europei n. 1169/2011 e n. 2019/33; la Nuova Zelanda è vincolata, per l’etichettatura delle bottiglie, al joint regulatory regime with Australia under Food Standard 1.2.3, Australia New Zealand Food  Standards Code; il vino frizzante prodotto in UE può essere etichettato in Nuova Zelanda come ‘brut nature’ e ‘extra brut’; deve essere…

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    Accordo di libero scambio tra UE e Nuova Zelanda: produzione agricola sostenibile

    L’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Nuova Zelanda nel proprio capitolo X prevede interessanti regole per la produzione sostenibile di cibo capaci di impattare direttamente sul nostro agrifood. Infatti, prevede l’adozione di disposizioni e sanzioni dell’accordo di Parigi sul clima. Prevede: una cooperazione tra UE e Nuova Zelanda allo scopo di uno sviluppo sostenibile, inclusivo, resiliente e sano. Le fasi produttive oggetto d’analisi e controllo sono: la produzione, raccolta, la lavorazione, il trasporto, l’immagazzinamento, la  distribuzione, vendita, consumo e smaltimento. Un’armonica applicazione delle norme SPS (Sanitary and Phytosanitary Measures), TBT (Technical Barriers to Trade)  e del Chapter BB sul commercio e sviluppo sostenibili (TSD); Altri punti programmatici…

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    Accordo di libero scambio tra UE e Nuova Zelanda: come ottenere l’origine preferenziale

    L’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Nuova Zelanda nel proprio capitolo XX prevede le regole d’origine e le procedure per l’origine e, in particolare, stabilisce che: Il “prodotto originario” è quello interamente ottenuto in uno delle due parti dell’accordo, oppure quello esclusivamente composto da componenti originarie e quello che contiene anche parti non originarie. In quest’ultimo caso, come, di consueto, le operazioni insufficienti non sono capaci di fornire l’origine preferenziale; È possibile il cumulo bilaterale; L’origine preferenziale è estesa agli accessori, stampi, istruzioni se: a) sono classificati, spediti e fatturati con il prodotto principale; b) la quantità e la qualità di tali accessori sono normali per la…

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    Dogana e tutela DOP,DOC,IGP e logo di produzione biologica

    L’analisi dei segni distintivi d’impresa attraverso l’azione accertativa della dogana si estende anche al caso dei prodotti originari dell’Unione, che sono commercializzati come denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta registrata secondo le procedure stabilite nel presente regolamento, i simboli dell’Unione associati a tali prodotti figurano nell’etichettatura. Inoltre, il nome registrato del prodotto dovrebbe figurare nello stesso campo visivo. Le indicazioni «denominazione di origine protetta» o «indicazione geografica protetta» o le corrispondenti abbreviazioni «DOP» o «IGP» possono figurare nell’etichettatura.  Hanno una simile protezione anche le specialità tradizionali garantite per salvaguardare metodi di produzione e ricette tradizionali, aiutando i produttori di prodotti tradizionali a commercializzare i propri prodotti e a…

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    Dogana e tutela dei brevetti, ritrovati vegetali, semiconduttori, indicazione geografica

    Il novero dei diritti di  proprietà intellettuale da tutelare anche attraverso il coinvolgimento della dogana, comprende anche i brevetti,  alla privativa per ritrovati vegetali, alla topografia di prodotto a semiconduttori ai sensi della normativa nazionale o dell’Unione, al  modello di utilità, purché protetto come un diritto di proprietà intellettuale dalla normativa nazionale o dell’Unione; alla  denominazione commerciale, purché protetta come un diritto esclusivo di proprietà intellettuale ai sensi della normativa nazionale o dell’Unione e, infine, all’indicazione geografica cui si intende dedicare un’attenzione specifica. Il brevetto secondo il primo comma dell’articolo 45 del CPI ha ad oggetto “…le invenzioni, di ogni settore della tecnica, che sono nuove e che implicano un’attività…

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    AEO, dogana e tutela diritti proprietà intellettuale

    L’AEO e l’impiego degli accordi di libero scambio e, in generale, l’effettuazione di operazioni doganali impongono il rispetto della tutela riservata ai diritti di proprietà intellettuale. Il quadro giuridico è delineato dal regolamento n.608/2013 del Parlamento e del Consiglio europei del 12 giugno 2013 relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, il quale già nel proprio secondo considerando afferma che: “…La commercializzazione di merci che violano i diritti di proprietà intellettuale reca notevole pregiudizio ai titolari dei diritti, agli utilizzatori e alle associazioni di produttori nonché ai fabbricanti e ai commercianti che rispettano le…

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    CETA, tutela dei diritti di proprietà intellettuale in dogana e scambi tra UE e Canada

    L’UE e il Canada, secondo il CETA, devono prevedere misure amministrative per impedire a una persona di fabbricare, preparare, imballare, etichettare, vendere, importare o pubblicizzare prodotti alimentari in modo falso, fuorviante o ingannevole o suscettibile di creare un’impressione erronea quanto alla loro origine. L’accordo di libero scambio in esame definisce: merci contraffatte per quanto concerne l’indicazione geografica, le merci contemplate all’articolo 20.17 rientranti in una delle classi di prodotto di cui all’allegato 20-C, compreso il loro imballaggio, recanti senza autorizzazione un’indicazione geografica identica all’indicazione geografica validamente registrata o altrimenti protetta per dette merci e che viola i diritti del proprietario dell’indicazione geografica in questione o del titolare del diritto a…