energie rinnovabili
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Comunità energetiche rinnovabili: le trattenute per il facilitatore non sono corrispettivi: no iva, no imposte sui redditi
Le somme trattenute dal facilitatore[1] sugli importi erogati dal GSE agli associati, per la copertura delle maggiori spese di gestione sostenute per lo svolgimento dell’attività istituzionale non rivestano la natura di corrispettivi quindi, non sono qualificabili come ricavi derivanti da attività commerciale; è questa la conclusione dell’Agenzia delle entrate con risposta n.22/2026. Infatti, tali trattenute servono a coprire costi generali di gestione e di garantire l’equilibrio economico-finanziario del facilitatore. Cosa sono le CER? Il quadro normativo delle CER si basa sull’articolo 31, del decreto legislativo n. 199 del 2021 stabilisce che “…I clienti finali, ivi inclusi i clienti domestici, hanno il diritto di organizzarsi in comunità energetiche rinnovabili, purché siano…
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Comunità energetiche rinnovabili: le raccomandazioni della Corte europea dei conti
La Corte dei Conti dell’Unione europea ha pubblicato la relazione speciale n.10/2026 sulle “Comunità energetiche, Un potenziale ancora da sfruttare”. L’analisi dell’ECA (European Court of auditors) parte dall’obiettivo dell’Ue della neutralità energetica entro il 2050 attraverso il ruolo fondamentale svolto dalle energie rinnovabili. In questo contesto si inseriscono le comunità energetiche le quali sono soggetti giuridici attraverso i quali i cittadini, le piccole imprese e le autorità locali possono produrre, gestire, condividere e consumare la propria energia Il fondamento giuridico delle comunità energetiche rinnovabili è rappresentato da: la direttiva (UE) 2018/2001 sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili (Renewable Energy Directive – RED II), ladirettiva (UE) 2019/944 relativa al mercato interno dell’energia…
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Corte Costituzionale deve pronunciarsi su ARISGAN
La Corte d’Appello di Milano ha sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale la legittimità dell’addizionale regionale all’accisa sul gas[1] (ARISGAN). Si tratta di un tributo previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 31 dicembre 1990, n. 398 sul gas naturale destinato, nelle regioni a statuto ordinario, come combustibile per impieghi diversi da quelli delle imprese industriali e artigiane. L’addizionale in esame genera un gravame di carattere fiscale applicato alla fornitura di un prodotto, come il gas naturale, già soggetta ad accisa: infatti, questa si pone come autonoma ed ulteriore, sebbene sia all’accisa collegato, tanto da essere disciplinata separatamente secondo criteri differenti e con gettito a favore di soggetto diverso dal destinatario …
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Biocarburanti, bioidrogeno: accise e obiettivi di sostenibilità
Il presente intervento rappresenta una breve analisi delle principali novità in materia di biomasse, biocarburanti, bioidrogeno e biocombustibili portate dal decreto legislativo 9 gennaio 2026 , n. 5 recante disposizioni in merito alla “ Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio”. Il quadro normativo basato sul decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 prevede che i singoli fornitori di benzina, diesel e metano sono obbligati a conseguire entro il…
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Dichiarazione annuale per il gas naturale e per l’energia elettrica per l’anno d’imposta 2025. istruzioni per la compilazione. Focus sull’energia elettrica
La circolare 34/2025 fornisce istruzioni per la compilazione della dichiarazione annuale per il gas naturale e per l’energia elettrica relativamente all’anno d’imposta 2025. Si tratta di un adempimento obbligatorio anche per gli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (biomasse, fotovoltaico, eolico, maree, idroelettrico). Questo testo di prassi stabilisce che: i soggetti obbligati sono tenuti ad inviare la dichiarazione annuale per il gas naturale e per l’energia elettrica entro marzo 2026. Alla luce della riforma del sistema delle accise effettuata dal decreto legislativo 43/2025, per quanto riguarda l’energia elettrica è stata apportata una specifica voce nel quadro M, nel quadro K e nel quadro P, per consentire la corretta rappresentazione degli…
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Automotive package: il futuro dell’automotive europea non è solo elettrico ma anche biofuels, carburanti sintetici e idrogeno!
Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato l’automotive package che crea una nuova policy dell’Unione europea sullo sviluppo dell’auto europea: in questo contesto l’ambizione, il pragmatismo, la neutralità climatica e l’indipendenza strategica entro il 2025 si fondono per garantire ai carmaker europei maggiore flessibilità e semplificazione normativa. L’automotive package è composto dalle seguenti fonti normative: a)Proposta di regolamento del parlamento europeo e del consiglio che modifica il regolamento (ue) 2019/631 per quanto riguarda i livelli di prestazione in materia di emissioni di co2 dei veicoli leggeri nuovi e l’etichettatura dei veicoli e che abroga la direttiva 1999/94/ce. b)Documento di lavoro dei servizi della commissione relazione di valutazione d’impatto…
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Istruzioni operative su accise, HVO e biodiesel
La circolare 31/2025 fornisce le istruzioni operative per il trattamento fiscale dell’HVO e dei biodiesel. L’aliquota di accisa applicata ai biodiesel e ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (HVO), immessi in consumo tal quali per essere impiegati come carburanti rimane invariata al valore originario di 617,40 € per mille litri; ciò rappresenta un’eccezione rispetto alla politica di allineamento delle aliquote di benzine e gasolio. In questo contesto, la circolare 31/2025 risponde alla seguente domanda: come possono i biocarburanti e l’HVO godere dell’aliquota agevolata di 617,40 € per mille litri? I biocarburanti e l’HVO devono soddisfare le condizioni previste dall’articolo 44, paragrafo 5, del regolamento (UE) n.651/2014 della…
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Aspettando la nuova direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici: breve analisi e SOAC.
La bozza della prossima direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici presenta interessanti spunti di riflessione che di seguito si sintetizzano: Allineamento alle policy di lotta al cambiamento climatico; revisione delle aliquote attraverso il criterio del contenuto energetico effettivo; Incremento della base imponibile e ridurre le esenzioni. In primo luogo, si evidenzia che il legislatore unionale ha riconosciuto il disallineamento tra l’attuale disciplina generale delle accise e gli obiettivi legislativi di politiche volte a contrastare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. In quest’ottica, il nuovo testo prevede la necessità di promuovere una differenziazione delle accise tra i carburanti fossili e quelli rinnovabili, sostenibili e anche quelli sintetici. Al riguardo…
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Accordi di libero scambio e competitività internazionale: una piccola guida operativa
Conoscere e sfruttare gli accordi di libero scambio aumenta la competitività dell’azienda (grande, piccola, media e microimpresa). E’ questa la conclusione del commissario UE Sefcovic il quale ha dichiarato che “Gli accordi commerciali rendono l’UE più resiliente di fronte alle sfide geopolitiche fornendo fonti di approvvigionamento più sicure e diversificate per le nostre importazioni e mercati stabili per le nostre esportazioni. Gli accordi non solo eliminano le tariffe, ma sostengono anche la coerenza normativa e le norme internazionali, che a loro volta riducono i costi per gli operatori economici. Garantire la più ampia gamma possibile di mercati è fondamentale per le imprese dell’UE in questi tempi turbolenti per il commercio…
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ESG, environmental social governance: compliance doganale, l’affidabilità in materia di accise e la responsabilità amministrativa dell’ente
La UN Climate Change Conference (COP30) di Belem rappresenta un importante occasione per analizzare come customs compliance (AEO), SOAC (soggetto accreditato in materia di accise) e responsabilità amministrativa dell’ente (compliance al decreto 231/2001) costituiscano importanti strumenti per lo sviluppo della ESG (environmental, social, governance). I criteri di valutazione degli investimenti sostenibili e cioè con un impatto positivo sulla difesa ambientale e il rispetto dei diritti umani, al di la delle elaborazioni precedenti, possono essere ricondotti all’agenza 2030 per lo sviluppo sostenibile (the 2030 Agenda for Sustainable Development) che si basa su 17 obiettivi essenzialmente riconducibili a: economia circolare, lotta al cambiamento climatico, inclusività, sviluppo economico sostenibile e condiviso, tutela delle…