accise e imposte di consumo
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Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza: un problema per AEO, SOAC e CBAM: il MOG come strumento per monitorare e scoraggiare
Le condotte ascrivibili alle fattispecie previse dall’articolo 2638 del codice civile rappresentano un’insidia per le diverse forme di compliance previste dai seguenti schemi: AEO: perché rappresentano infrazioni gravi che possono minare la dimostrazione dell’osservanza della normativa; SOAC: quando entrerà in vigore questo status richiede che il titolare possa dimostrare il rispetto della normativa e sia privo di specifiche sanzioni; CBAM: il dichiarante CBAM autorizzato presuppone che il richiedente non sia responsabile di gravi infrazioni alla normativa. In particolare, l’articolo 2638 cod. civ. prevede la tutela penale delle funzioni di vigilanza affidate alle autorità pubbliche rispetto a molteplici condotte che ne «ostacolano» l’esercizio (cfr. Sez. 6, n. 17290 del 13/01/2006, Marino,…
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Accise: reimmissione in regime sospensivo e rimborso
Se il prodotto già assoggetto ad accisa non è consumato può essere reimmesso in “regime sospensivo” con conseguente rimborso dell’accisa assolta, a determinate condizioni indicate dall’articolo 17 del decreto ministeriale n. 210 del 25 marzo 1996; si tratta di un indirizzo confermato dalla Sezione V della Corte di Cassazione con ordinanza 9515 del 14 aprile 2026. Tale norma nella sua attuale versione, in particolare, dispone che: “ 2. Qualora un prodotto già immesso in consumo, su richiesta di un operatore nell’esercizio della sua attività economica, debba essere reimmesso in regime sospensivo per essere avviato ad un deposito fiscale, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del testo unico, prima della spedizione…
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Traslazione dell’accisa sull’utente? No rimborso
Il diritto di rimborso delle accise può essere esercitato se non è avvenuta la traslazione di tale imposta sull’utente. La translazione, secondo l’ordinanza n.10700 emessa dalla Sezione V della Corte di Cassazione in data 22 aprile 2026, deve effettiva e desumibile dal bilancio. Deve essere supportata dalla dimostrazione che l’imprenditore abbia realmente inciso tali esborsi sui prezzi praticati agli utenti, e non semplicemente perché sono stati registrati come costi di produzione. Cosa si intende per translazione dell’accisa? La traslazione avviene con il pagamento effettivo da parte dell’utente ed è compito dell’Agenzia delle dogane e monopoli dimostrare può essere dimostrata anche mediante produzione del bilancio d’esercizio dell’imprenditore percosso (o contribuente di…
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E’ cumulabile, in materia di accisa sull’energia elettrica, la sanzione amministrativa per il ritardato pagamento con l’indennità di mora e gli interessi
E’ cumulabile, in materia di accisa sull’energia elettrica, la sanzione amministrativa per il ritardato pagamento con l’indennità di mora e gli interessi. La Sezione V della Corte di Cassazione con l’ordinanza 9079 del 10 aprile 2026 ha, infatti, affermato che: “ in tema di accisa dovuta per la circolazione di prodotti alcoolici in regime di sospensione d’imposta, che nel caso di ritardato pagamento è dovuto tanto il pagamento della sanzione amministrativa, ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997, quanto dell’indennità di mora e degli interessi per il ritardato pagamento di cui all’art. 3, comma 4, del d.lgs. n. 504 del 1995, atteso che tale ultima somma, avendo…
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Comunità energetiche rinnovabili: le trattenute per il facilitatore non sono corrispettivi: no iva, no imposte sui redditi
Le somme trattenute dal facilitatore[1] sugli importi erogati dal GSE agli associati, per la copertura delle maggiori spese di gestione sostenute per lo svolgimento dell’attività istituzionale non rivestano la natura di corrispettivi quindi, non sono qualificabili come ricavi derivanti da attività commerciale; è questa la conclusione dell’Agenzia delle entrate con risposta n.22/2026. Infatti, tali trattenute servono a coprire costi generali di gestione e di garantire l’equilibrio economico-finanziario del facilitatore. Cosa sono le CER? Il quadro normativo delle CER si basa sull’articolo 31, del decreto legislativo n. 199 del 2021 stabilisce che “…I clienti finali, ivi inclusi i clienti domestici, hanno il diritto di organizzarsi in comunità energetiche rinnovabili, purché siano…
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Accise, Carburante, Gestore, Concessionario, Responsabilitasolidale, compliance, mog, diligenteesercizio
Accise e responsabilità solidale: la responsabilità e la necessità di compliance Il diligente esercizio dei poteri di ispezione e controllo rappresenta un esimente per superare la responsabilità solidale tra concessionario e gestore dell’impianto in caso di svincolo irregolare di prodotti energetici. Il diligente esercizio dei poteri di ispezione e controllo deve essere un approccio che si sostanzia in procedure interne, adeguamento di modelli di gestione e organizzazione ai fini del decreto legislativo 231/2001. Inoltre, tale approccio dovrebbe essere un elemento centrale dell’audit per l’attribuzione del SOAC quando entrerà in vigore. Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n.798 del 14 gennaio 2026) il concessionario dell’impianto stradale di distribuzione di carburanti è…
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Obbligo di comunicare la fine attività di un deposito per evitare sanzioni in materia di accise sui prodotti alcolici
ll depositario autorizzato, al momento della cessazione dell’attività produttiva, ha l’obbligo di comunicazione con adeguamento del diritto di licenza e della cauzione al nuovo regime; ciò non è una mera obbligazione formale. La Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 9511 Anno 2026 del 14 aprile 2026 ha infatti rilevato che tale obbligo comporta che il soggetto prima qualificato come produttore di alcol, e come tale munito di apposita licenza fiscale, diviene titolare di un deposito di stoccaggio cui dev’essere attribuita una nuova e diversa licenza fiscale, al quale, tra l’altro, l’Amministrazione doganale deve imporre l’adeguamento della cauzione dal 2 al 10% dell’accisa gravante sul prodotto stoccato, perché non più produttore.…
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Reintroduzione nel deposito mittente o cambio di destinazione di prodotti ad accisa assolta nel caso in cui lo speditore sia un esercente deposito fiscale
In caso di reintroduzione di prodotti ad accisa assolta nel deposito, come quello affrontato dalla Corte di Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 9515 del 14 aprile 2026, il mittente deve comunicare prima di tale operazione il cambio di destinazione a mezzo fax o altro sistema di teletrasmissione all’ufficio finanziario competente sull’impianto o deposito mittente. Invece, nell’ipotesi in cui il prodotto sia stato già immesso in consumo, un operatore nell’esercizio della propria attività economica, prima della remissione nel regime sospensivo per essere avviato ad un deposito fiscale, ai sensi dell’art. 6, comma 6, del TUA deve effettuare comunicazione all’UTF ed è presentata domanda di rimborso dell’accisa assolta; Il trasferimento al…
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Deposito fiscale, alcoli e cali: il valore della compliance, aggiornamento e formazione
La gestione di un deposito fiscale per la produzione di prodotti alcolici richiede la compliance/osservanza verso obbligazioni attinenti alla cauzione e alle garanzie alla circolazione e alla telematizzazione delle scritture contabili In particolare, il titolare di un deposito fiscale di prodotti alcolici è tenuto alla contabilità di magazzino prevista dall’articolo 7 del D.M 2001 del 27 marzo 2001 che così recita: “…il depositario autorizzato esercente impianto di fabbricazione di prodotti da sottoporre ad accisa tiene, conformemente alle istruzioni impartite dall’Agenzia: a) un registro di carico e scarico delle materie prime e dei prodotti semilavorati introdotti od estratti dal deposito; b) un registro di carico e scarico dei singoli prodotti finiti…
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Accise, principio di equivalenza e lotta al climate change
La situazione geopolitica internazionale (Iran, Ucraina, Libia USA e Russia) e la necessità di combattere il cambiamento climatico e i disastri ambientali a quest’ultimo legati impongono la necessità di sfruttare fonti energetiche alternative e sostenibili che, in termini di accisa, sono combustibili e carburanti di origine vegetale, animale oppure da rifiuti. Molto spesso si tratta di prodotti energetici non definiti da testo unico delle accise (TUA o decreto legislativo 504 del 1995) che devono essere trattati, ad ogni modo, in osservanza del principio dell’equivalenza in virtù del quale la tassazione (ai fini delle accise) si basa sull’effettiva destinazione d’uso o utilizzazione del prodotto, piuttosto che sulla sua mera composizione chimica…