• accise e imposte di consumo

    Obbligo di comunicare la fine attività di un deposito per evitare sanzioni in materia di accise sui prodotti alcolici

    ll depositario autorizzato, al momento della cessazione dell’attività produttiva, ha l’obbligo di comunicazione con adeguamento del diritto di licenza e della cauzione al nuovo regime; ciò non è una mera obbligazione formale. La Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 9511 Anno 2026 del 14 aprile 2026 ha infatti rilevato che tale obbligo comporta che il soggetto prima qualificato come produttore di alcol, e come tale munito di apposita licenza fiscale, diviene titolare di un deposito di stoccaggio cui dev’essere attribuita una nuova e diversa licenza fiscale, al quale, tra l’altro, l’Amministrazione doganale deve imporre l’adeguamento della cauzione dal 2 al 10% dell’accisa gravante sul prodotto stoccato, perché non più produttore.…

  • accise e imposte di consumo

    Reintroduzione nel deposito mittente o cambio di destinazione di prodotti ad accisa assolta nel caso in cui lo speditore sia un esercente deposito fiscale

    In caso di reintroduzione di prodotti ad accisa assolta nel deposito, come quello affrontato dalla Corte di Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 9515 del 14 aprile 2026,  il mittente deve comunicare prima di tale operazione  il cambio di destinazione a mezzo fax o altro sistema di teletrasmissione all’ufficio finanziario competente sull’impianto o deposito mittente. Invece, nell’ipotesi in cui il prodotto sia stato già immesso in consumo, un operatore nell’esercizio della propria attività economica, prima della remissione nel regime sospensivo per essere avviato ad un deposito fiscale, ai sensi dell’art. 6, comma 6, del TUA deve effettuare comunicazione all’UTF ed è presentata domanda di rimborso dell’accisa assolta; Il trasferimento al…

  • compliance e AEO

    Programma di controllo interno: una breve directory per comprendere come “fare” il tuo PIC o internal compliance program

    Il programma interno di compliance (PIC) rappresenta un documento aziendale capace di organizzare i diversi processi di monitoraggio delle attività legate al rischio garantendo, in questa maniera: La riduzione della complessità dei controlli delle aree di rischio; La mitigazione delle conseguenze legale ai rischi; Velocità nell’adozione di azioni correttive. Costituisce un importante tassello per l’adempimento degli obblighi di compliance legati al decreto legislativo 211/2025 e all’ottenimento e gestione dell’AEO. Come fare un programma interno di compliance (PIC)? Oltre alle raccomandazioni 2019/1318 2021/1700 dell’Unione europea  si possono ricordare: Linee guida del MIMIT che fornisce le linee guida europee ; Le linee guida (Internal Compliance Programme Guidelines for compiling an Internal Compliance Programme…

  • compliance e AEO,  free trade agreement

    Accordo di libero scambio UE MERCOSUR. Sei preparato? Analisi dei principali aspetti operativi

    Il primo maggio 2026 entra, provvisoriamente, in vigore l’accordo ITA (interim trade agreement) tra l’UE e il MERCOSUR. Cosa devono fare gli operatori economici per godere del trattamento preferenziale dell’ITA tra UE e MERCOSUR? Lo status di origine preferenziale deve essere dichiarato dall’importatore. L’importatore, infatti: deve indicare tale status nella dichiarazione doganale da redigere secondo la normativa locale; può invocare tale beneficio entro i due anni dalla data dell’importazione. Di quale documento ha bisogno l’importatore per chiedere il trattamento preferenziale? L’importatore ha bisogno dell’attestazione d’origine (statement of origin) rilasciata dall’esportatore con una validità di 12 mesi dalla data di sottoscrizione. Questo termine può essere superato se: ricorrono circostanze eccezionali; i…

  • compliance e AEO,  valore in dogana

    Nuovi strumenti per assicurare la compliance doganale in materia di valore in dogana: Il Compendio sul valore in dogana versione 2025

    L’agenzia delle dogane e monopoli (ADM)con un proprio avviso del 14 aprile 2026 ha informato gli operatori economici che è stata pubblicata la versione italiana del  “ Compendio sul valore in dogana versione 2025. nuovi strumenti – commenti 19 e 20, conclusione 38 e sentenza c – 770/2021” . Ha evidenziato le seguenti peculiarità: Nel commento 19, sono state approfondite alcune casistiche al fine di distinguere le commissioni d’acquisto, elementi da escludere dal calcolo del valore in dogana (art 72.1, lettera e) CDU), dalle commissioni e spese di mediazione, che, invece, sono elementi da includere nel calcolo del valore in dogana (art 71.1 lettera a) CDU). Nel commento 20, è…

  • compliance e AEO,  valore in dogana

    Valore in dogana, società non collegate e rideterminazione del prezzo. Dichiarazione semplificata

    Cosa succede quando al momento dell’importazione è noto solo il prezzo provvisorio? Secondo la CGUE (Terza Sezione) C-782/23 del 15 maggio 2023 se nel contratto di vendita contiene la previsione di un prezzo da fissare successivamente all’importazione effettuata con fattura pro forma, il valore definitivo deve essere calcolato seguendo il criterio di transazione attraverso la procedura della dichiarazione doganale semplificata. Il valore da fissare viene calcolato sulla base di criteri già contenuti nel contratto di vendita. In linea generale, il valore in dogana deve stabilire un sistema equo, uniforme e neutro che esclude l’impiego di valori arbitrari e fittizi. Inoltre, ai sensi degli articoli 70 e 74 del codice doganale…

  • compliance e AEO

    Il PIC (programma interno di compliance) e il modello di organizzazione e gestione (MOG) previsto dal decreto legislativo 231/2001

    Il programma interno di compliance (PIC) o internal compliance program (IPC) rappresenta un primo elemento della compliance integrata necessaria per navigare senza brutte sorprese le acque agitate del commercio internazionale. In primo luogo, gli altri elementi della compliance integrata sono, senza dubbio, l’AEO (authorized economic operator) e il modello di organizzazione e gestione previsto dal decreto legislativo 231/2001 aggiornato al decreto legislativo del  30 dicembre 2025, n. 211 il quale: Attua la direttiva 2024/1226/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione e che modifica la direttiva (UE) 2018/1673; Modifica l’elenco dei reati…

  • compliance e AEO

    Programma di controllo interno: compliance, AEO e modello di organizzazione e gestione ai fini del decreto legislativo 231/2001

    La complessità del quadro politico internazionale, con le sue turbolenze imprevedibili, impone agli operatori economici una sempre maggiore attenzione nei confronti della corretta gestione di ogni forma di compliance legata al commercio (import/export/collaborazioni commerciali) con paesi al di fuori dell’Unione europea. Infatti, sanzioni penali, amministrative e reputazioni potrebbero ridurre e azzerare eventuali successi. In quest’ottica, la prima opera attività che l’operatore economico deve svolgere è una ricognizione completa ed approfondita delle aree di rischio legate all’operatività doganale e commerciale. In via preliminare, ciò implica che l’operatore economico abbia una piena padronanza dei seguenti processi: Classificazione doganale dei prodotti importati ed esportati realizzata sulla base delle peculiarità oggettive ed essenziali e…

  • compliance e AEO,  made in

    Il principio del melted and poured per assicurare la trade compliance degli operatori

    Il 30 giugno il regolamento UE 159/2019 recante misure di salvaguardia in ambito siderurgico cessa la propria efficacia. In questa prospettiva la Commissione europea intende promuovere delle misure volte ad individuare il paese d’origine dell’acciaio sulla base del principio di “melted and poured” (fuso e colato). Tale principio individua l’origine non preferenziale dell’acciaio nel luogo  in cui l’acciaio e il ferro grezzi vengono inizialmente prodotti in forma liquida all’interno di un impianto siderurgico e successivamente fusi nel loro stato solido primario. Questo stato solido primario può comprendere un prodotto semilavorato, inclusi, a titolo esemplificativo, bramme, billette o lingotti, oppure un prodotto finito di laminazione dell’acciaio. In questa maniera sarà più…

  • accise e imposte di consumo

    Deposito fiscale, alcoli e cali: il valore della compliance, aggiornamento e formazione

    La gestione di un deposito fiscale per la produzione di prodotti alcolici richiede la compliance/osservanza verso obbligazioni attinenti alla cauzione e alle garanzie alla circolazione e alla telematizzazione delle scritture contabili In particolare, il titolare di un deposito fiscale di prodotti alcolici è tenuto alla contabilità di magazzino prevista dall’articolo 7 del D.M 2001 del 27 marzo 2001 che così recita: “…il depositario autorizzato esercente impianto di fabbricazione di prodotti da sottoporre ad accisa tiene, conformemente alle istruzioni impartite dall’Agenzia: a) un registro di carico e scarico delle materie prime e dei prodotti semilavorati introdotti od estratti dal deposito; b) un registro di carico e scarico dei singoli prodotti finiti…