compliance e AEO

Classificazione doganale, prodotto misto, caratteristiche e proprietà oggettive

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Il prodotto misto: come classificarlo?  La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del 10 aprile 2026, esprimendosi in merito alla classificazione del libro puzzle cartonato, ha stabilito che “In tema di classificazione doganale alla luce della nomenclatura combinata di cui all’Allegato 1 del Regolamento (CEE) n. 2658/87, la merce “libro puzzle cartonato”, è un “prodotto misto”, la cui componente essenziale, ai sensi della regola n. 3 b) di interpretazione della Nomenclatura Combinata di cui al citato Allegato I, va individuata nel “puzzle””.

Questa ordinanza risponde anche alle seguenti domande:

Su cosa si fonda la classificazione doganale?

La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del 10 aprile 2026, confermando l’indirizzo generale della giurisprudenza, il criterio determinante per la classificazione doganale delle merci va reperito nelle loro caratteristiche e proprietà oggettive, come definite nel testo della nomenclatura combinata ,alla luce delle note esplicative, le quali forniscono un rilevante contributo all’interpretazione della portata delle varie voci doganali, pur non essendo vincolanti. Si tratta infatti di un principio  consolidato per cui si cita a titolo di mero esempio: CGUE 28 aprile 1999, C-405/97; CGUE 13 luglio 2006, C-14/05, Anagram International, punto 20, nonché, CGUE 17 settembre 2015, C-344/14, Kiowa Hakko, sentenze citate da Cass. n. 423 del 2020”.

Come dimostrare la correttezza della classificazione doganale?

Se è vero che la classificazione si fonda sulle caratteristiche e proprietà oggettive dei beni è altrettanto importante ricordare che “per determinare quale sia, tra le materie che compongono la merce, quella che le conferisce il carattere essenziale, occorre chiedersi se tale merce, privata di questo o di quel componente, conserverebbe o meno le proprietà che la caratterizzano» (v.CGUE 7 febbraio 2002, C-276/00, Turbon, punto 26; CGUE 10 maggio 2001,C-288/99, VauDe Sport, punto 25)”

Come funziona la classificazione doganale?

Secondo l’articolo 57 comma 1 del codice doganale dell’UE l’applicazione della tariffa doganale comune, la “classificazione tariffaria” delle merci consiste nel determinare una delle sottovoci o ulteriori suddivisioni della nomenclatura combinata in cui le merci in questione devono essere classificate

La classificazione doganale impatta sull’AEO e la compliance doganale?

La classificazione doganale rappresenta un processo di natura tecnica, interpretativa e normativa che viene inclusa nell’analisi richiesta per l’ottenimento e il mantenimento dell’AEO, la quale, come risaputo, costituisce un’autorizzazione doganale che definisce il possessore come “affidabile” e, per l’effetto, meritevole di una serie di benefici e si basa sull’approccio del risk management.

Si ricorda al riguardo il quesito n.1.3.2 del QAV (questionario di autovalutazione) per l’AEO per cui: “…a) In che modo e da chi viene decisa la classificazione tariffaria delle merci? b) Quali misure di garanzia della qualità vengono attuate per garantire la correttezza delle classificazioni tariffarie (per es. controlli, controlli di plausibilità, istruzioni di lavoro interne, formazione regolare)? c) Prendete nota di tali misure di garanzia della qualità? d) Controllate regolarmente l’efficacia delle misure di garanzia della qualità adottate? e) Quali risorse impiegate per la classificazione tariffaria (per es. banca dati dei dati principali sulle merci)?…”.

Parimenti, sempre in una prospettiva di gestione del rischio, vale la pena ricordare l’articolo 79 del decreto legislativo 141 del 26 ottobre 2024 “Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi”) il quale descrivendo la nuova fattispecie di “contrabbando per dichiarazione infedele” recita che  “1. Chiunque dichiara qualita’, quantita’, origine e  valore  delle merci, nonche’ ogni  altro  elemento  occorrente  per  l’applicazione della  tariffa  e  per  la  liquidazione  dei  diritti  in  modo  non corrispondente all’accertato e’ punito con la multa dal 100 per cento al 200 per  cento  dei  diritti  di  confine  dovuti  o  dei  diritti indebitamente percepiti o indebitamente richiesti in restituzione”.

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14 luglio 2025: per approfondimento ed aggiornamento si raccomanda Dogane e AcciseRiforma doganale e accise: tutto su obblighi, controlli e sanzioni con casi pratici e aggiornamenti normativi con focus su SOAC, AEO e compliance aziendale