-
Il PIC (programma interno di compliance) e il modello di organizzazione e gestione (MOG) previsto dal decreto legislativo 231/2001
Il programma interno di compliance (PIC) o internal compliance program (IPC) rappresenta un primo elemento della compliance integrata necessaria per navigare senza brutte sorprese le acque agitate del commercio internazionale. In primo luogo, gli altri elementi della compliance integrata sono, senza dubbio, l’AEO (authorized economic operator) e il modello di organizzazione e gestione previsto dal decreto legislativo 231/2001 aggiornato al decreto legislativo del 30 dicembre 2025, n. 211 il quale: Attua la direttiva 2024/1226/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione e che modifica la direttiva (UE) 2018/1673; Modifica l’elenco dei reati…
-
Programma di controllo interno: compliance, AEO e modello di organizzazione e gestione ai fini del decreto legislativo 231/2001
La complessità del quadro politico internazionale, con le sue turbolenze imprevedibili, impone agli operatori economici una sempre maggiore attenzione nei confronti della corretta gestione di ogni forma di compliance legata al commercio (import/export/collaborazioni commerciali) con paesi al di fuori dell’Unione europea. Infatti, sanzioni penali, amministrative e reputazioni potrebbero ridurre e azzerare eventuali successi. In quest’ottica, la prima opera attività che l’operatore economico deve svolgere è una ricognizione completa ed approfondita delle aree di rischio legate all’operatività doganale e commerciale. In via preliminare, ciò implica che l’operatore economico abbia una piena padronanza dei seguenti processi: Classificazione doganale dei prodotti importati ed esportati realizzata sulla base delle peculiarità oggettive ed essenziali e…
-
Ravvedimento operoso e rimborso: no per le sanzioni si per tributi ed interessi
L’istituto del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del d.lgs. n 472 del 1997: consiste nella possibilità per il contribuente di regolarizzare le violazioni commesse beneficiando di una riduzione delle sanzioni amministrative di natura tributaria a condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamenti delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza; consente al contribuente di sanare spontaneamente le violazioni commesse mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, a condizione che la violazione stessa non sia già stata accertata (Cass. n. 33093 del 2022); si perfeziona attraverso il…
-
La colpa in organizzazione, modelli di organizzazione e gestione ex D.lg 231/2001, accise e compliance doganale
La colpa di organizzazione rappresenta, secondo la Corte di Cassazione Sez IV penale 4 marzo 2026 n.8397, un elemento importante per l’individuazione della responsabilità dell’ente secondo il modello di governance del rischio previsto dal decreto legislativo 231/2001. Colpa di organizzazione vuol dire colpevole omissione dell’adozione delle misure richieste dalla normativa in via cautelare per evitare la commissione di reati. La colpa in organizzazione può avere delle ricadute importanti nella gestione delle attività doganali e di quelle legate al commercio internazionale (segnatamente previste dal decreto legislativo 211/2025) ma può anche fornire interessanti contributi di riflessione in materia di SOAC (accise). In termini generali, la responsabilità da reato degli enti rappresenta una…
-
Accisa sull’energia elettrica necessario il nesso diretto e indiscutibile con il consumo. Commento alla sentenza del Tribunale dell’UE causa T 653/24
Il nesso diretto e indiscutibile con il consumo e la produzione di elettricità rappresenta il presupposto per qualificare un prelievo come “accisa”. E’ questa la conclusione cui è giunto il Tribunale dell’UE (Sezione pregiudiziale) con sentenza nella causa T‑653/24 del 28 gennaio 2026. Infatti, un’imposta che non grava, direttamente o indirettamente, sul consumo di elettricità né su quello di un altro prodotto soggetto ad accisa non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2008/118 (sentenza del 20 settembre 2017, Elecdey Carcelen e a., C‑215/16, C‑216/16, C‑220/16 e C‑221/16, EU:C:2017:705, punti da 61 a 63). Dalla giurisprudenza risulta che, affinché un tributo sia qualificato come “altra imposta indiretta sull’elettricità”, deve sussistere un nesso…
-
Riforma della responsabilità degli enti: una nuova governance tra monitoraggio del rischio e remediation plan. Gli impatti su AEO, SOAC, ESG ed export controls
La compliance alle disposizioni del decreto legislativo 231/01 per le aziende coinvolte dal commercio internazionale o che producono beni sottoposti ad accisa, costituisce un’attività di sempre maggiore rilevanza. Rappresenta un quadro normativo in procinto di adeguamento poiché, come noto, è in discussione un progetto di legge[1] che “ intende delineare un equilibrio tra certezza e prevedibilità’ del diritto, da una parte, ed efficienza e responsabilizzazione delle imprese, dall’altra, sfruttando appieno il potenziale preventivo che l’organizzazione dibattuta in dottrina e in giurisprudenza sin dall’esordio della disciplina”; ciò costituisce, in altri termini, il hindsight bias. Questo progetto di legge, portatore di un nuovo approccio in materia di compliance da D.lgs 231/2001, determinerà…
-
Il decreto legislativo del 30 dicembre 2025, n. 211. Una compliance integrata per gestire sanzioni internazionali, duplice uso e attività doganale
Il commercio internazionale, nell’attuale quadro geopolitico caratterizzato da una forte instabilità, richiede sempre maggiore attenzione nei confronti delle sanzioni, misure restrittive, prodotti a duplice uso. Tale esigenza necessita di una compliance integrata (decreto legislativo 231/2001, PIC e AEO) aggiornata al decreto legislativo del 30 dicembre 2025, n. 211 il quale: Attua la direttiva 2024/1226/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione e che modifica la direttiva (UE) 2018/1673; Modifica l’elenco dei reati presupposto indicati dal decreto legislativo n.231/2001; Aggiunge al codice penale le seguenti fattispecie di reato: Art. 275-bis (Violazione delle misure …
-
Disciplina in materia di accisa per i processi di dealcolazione del vino: decreto interministeriale del 29 dicembre 2025
La disciplina fiscale (accise) del vino dealcolato è stata completata dal decreto interministeriale del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (decreto 29 dicembre 2025 Disciplina in materia di accisa per i processi di dealcolazione del vino) . Tale decreto dà attuazione dell’articolo 33 ter del TUA (testo unico accise). Si tratta di un importante provvedimento che deve essere considerato per gli operatori allo scopo di assicurare la massima compliance in materia di accise, decreto legislativo 231/2001, AEO preparandosi, in questo modo, al godimento delle opportunità offerte al nostro vino dagli accordi di libero scambio. Il decreto del 29 dicembre…
-
Confermata proroga della plastic tax al 2027
La legge 199 del 30 dicembre 2025 (legge di bilancio per il 2026) conferma la proroga della plastic tax al 2027. Il comma 125 dell”articolo 1 della suddetta legge prevede quanto segue: ” 125. All’articolo 1 della legge 27 dicem- bre 2019, n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 652, concernente l’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego, le parole: « dal 1° luglio 2026 »sono sostituite dalle seguenti: « dal 1° gennaio 2027 »; b) al comma 676, concernente l’imposta sul consumo delle bevande analcoliche, le parole: « dal 1° gennaio 2026 » sono sostituite dalle seguenti: « dal 1° gennaio 2027 “.
-
Origine non preferenziale e trasformazione sostanziale economicamente giustificata anche senza cambio tariffario
Perché parlare ancora di origine non preferenziale (made in o origine commerciale)? L’origine non preferenziale è una qualità dei beni che impatta, ad esempio, sulle seguenti discipline doganali: CBAM; Due diligence per la deforestazione e degrado forestale; Gestione dell’AEO; Applicazione delle misure antidumping; Applicazione di sanzioni (ad esempio quelle contro la Russia) e misure di trade compliance; Protezione degli interessi degli operatori commerciali nelle guerre commerciali (si pensi alle politiche commerciale degli USA di Trump). Come si può vedere dal breve elenco soprariportato, l’origine non preferenziale è un elemento centrale per il proprio business internazionale (import/export/internazionalizzazione). Rappresenta, infatti, la “nazionalità economica” di un bene e cioè il legame tra un…