• circular economy,  compliance e AEO,  free trade agreement

    L’origine preferenziale, l’AEO e accordi di libero scambio

    L’origine preferenziale, viene attribuita in virtù di accordi di libero scambio che, nei propri “protocolli d’origine”, dispongono le regole per attribuire lo status di prodotti originari qualora non siano interamente ottenuti nei territori dei paesi accordatari; v’è, infine, l’ipotesi per cui l’origine preferenziale viene può essere accordata dall’Unione europea unilateralmente, al di fuori dei casi di prodotti interamente ottenuti. Come per quella commerciale, l’origine preferenziale può riferirsi tanto a beni interamente ottenuti quanto a quelli ricavati a partire anche da materiali provenienti da diversi paesi non rientranti nell’accordo di libero scambio e, pertanto, da definire come “non originari”. Nella prima ipotesi, ci si riferisce essenzialmente alle seguenti categorie merceologiche: “…a)…

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    Israele, origine preferenziale e attestazione d’origine

    Dal 16 marzo 2023 per poter ottenere l’origine preferenziale (accordo UE- Israele) è necessario indicare nella dichiarazione doganale il codice certificato Y864 (vuol dire: “La prova dell’origine indica che la produzione che determina l’origine non ha avuto luogo all’interno dei territori che dal giugno 1967 si trovano sotto il controllo dell’amministrazione israeliana”). Senza tale certificato l’attestazione d’origine viene rifiutata. Per facilitare i controlli doganali, è stata inserita la nota CD906, collegata a questa misura, che inoltre  indica l’elenco delle località non ammissibili coni relativi codici postali consultabile all’indirizzo: http://ec.europa.eu/taxation_customs/customs/technical-arrangement_postal-codes.pdf“.

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    Singapore: novità per export e made in Italy

    L’accordo di libero scambio tra UE e Singapore, come già comunicato, a partire dal primo gennaio 2023 ha subito la modifica di come gli operatori economici europei devono indicare l’origine preferenziale. In estrema sintesi se si dimostra l’origine preferenziale i propri prodotti quando entrano nell’altro paese che ha sottoscritto l’accordo non pagano dazi; quindi sono più competitivi. Un’altra modifica interessante è che c’è stata l’estensione temporale di 3 contingenti di beni che possono essere importati a Singapore con trattamento preferenziale. Il volume dei contingenti (cioè “quanto posso importare a Singapore”) rimangono invariati. Per comodità si riporta una veloce guida operativa che è valida a partire dal 1 gennaio 2023: Uso…

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    Singapore, REX e opportunità per il made in Italy

    A partire dal 1 gennaio 2023 per esportare dall’Unione europea a Singapore l’attestazione d’origine preferenziale (statement of origin)  deve contenere il numero di esportatore registrato (registered exporter) e non quello di esportatore autorizzato (approved exporter). E’ previsto, però, un periodo di tolleranza fino al fine marzo 2023. Tra Singapore e UE c’è un accordo di libero scambio. L’esportatore autorizzato è:  un’autorizzazione rilasciata dalle Dogane a seguito di un audit in azienda volto a certificare che il richiedente può attestare autonomamente l’origine preferenziale. La qualifica di AEO implica una riduzione dei documenti da fornire nell’audit. L’esportatore registrato (registered exporter) è un identificativo da indicare nella attestazione d’origine quando richiesto dagli accordi…

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    La dogana francese dà qualche suggerimento sulle conoscenze dell’importatore

    In primo luogo, è utile ricordare che la “conoscenza dell’importatore” consente all’importatore di rivendicare un trattamento tariffario preferenziale basato sulla propria conoscenza del carattere originario dei prodotti importati sotto forma di documenti giustificativi o registrazioni forniti dall’esportatore o dal fabbricante del prodotto, che sono in possesso dell’importatore. Queste informazioni forniscono prove valide che il prodotto si qualifica come originario. Ai sensi del TCA e dell’ALS-EPA tra l’UE e il Giappone, è possibile presentare un reclamo se l’importatore dispone di una delle seguenti prove di origine: una dichiarazione sull’origine del prodotto compilata dall’esportatore (i testi della dichiarazione, previsti dal citato ALS, sono diversi); la conoscenza dell’importatore che il prodotto è originario.…