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Fiscalità e commercio internazionale del vino: uno strumento per vincere sui mercati internazionali
Fiscalità e commercio internazionale del vino: finalmente un’opera edita da Maggioli che affronta i principali aspetti della produzione di vino e alcolici in un’ottica di internazionalizzazione, competizione globale e compliance doganale e fiscale. Fiscalità e commercio internazionale del vino si rivolge a: produttori di vino e bevande alcoliche cantine, distillerie e operatori della filiera agroalimentare consulenti fiscali, doganali e legali export manager e responsabili commerciali importatori, distributori e operatori del commercio internazionale Si riporta di seguito l’indice dell’opera: Inquadramento generale e profili fiscali del settore 1.1 Osservazioni generali sul modulo tributario dell’accisa 1.2 Accisa e soggetti passivi 1.3 Accise, circolazione e regime sospensivo 1.4 L’accertamento delle accise: i parametri della…
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Origine non preferenziale e trasformazione sostanziale economicamente giustificata anche senza cambio tariffario
Perché parlare ancora di origine non preferenziale (made in o origine commerciale)? L’origine non preferenziale è una qualità dei beni che impatta, ad esempio, sulle seguenti discipline doganali: CBAM; Due diligence per la deforestazione e degrado forestale; Gestione dell’AEO; Applicazione delle misure antidumping; Applicazione di sanzioni (ad esempio quelle contro la Russia) e misure di trade compliance; Protezione degli interessi degli operatori commerciali nelle guerre commerciali (si pensi alle politiche commerciale degli USA di Trump). Come si può vedere dal breve elenco soprariportato, l’origine non preferenziale è un elemento centrale per il proprio business internazionale (import/export/internazionalizzazione). Rappresenta, infatti, la “nazionalità economica” di un bene e cioè il legame tra un…
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I flussi informativi e l’organismo di vigilanza: contributi alla gestione della compliance in ambito doganale e accise
Il secondo intervento sul funzionamento dell’organismo di vigilanza e sulla necessità di un adeguamento normativo ai fini della compliance integrata con le discipline delle accise, SOAC e AEO riparte dal breve commento di altri elementi delle “linee guida per lo svolgimento delle funzioni dell’organismo di vigilanza ex d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 dell’Osservatorio Nazionale sul D.lgs. 231/2001” (istituito dal CNDCEC Consiglio nazionale dei commercialisti). Prima di entrare nello specifico dell’analisi dei flussi comunicativi è opportuno evidenziare che l’attività dell’OdV non può essere circoscritta a un mero controllo formale della conformità al Modello 231, ma si inserisce come parte integrante di un sistema più ampio di presidi. L’adeguatezza degli assetti…
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AEO,SOAC, accise e linee guida dei commercialisti sull’organismo di vigilanza
La responsabilità amministrativa dell’ente (decreto legislativo n.231/2001) assume un ruolo sempre più centrale nella compliance doganale (AEO) e in quella relativa alla disciplina delle accise (in cui si annovera anche il SOAC). Per tale ragione si intende dedicare attenzione e spazio alle “linee guida per lo svolgimento delle funzioni dell’organismo di vigilanza ex d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 dell’Osservatorio Nazionale sul D.lgs. 231/2001” (istituito dal CNDCEC Consiglio nazionale dei commercialisti) le quali rappresentano uno strumento aggiornato, concreto e facilmente applicabile, che considera l’evoluzione della normativa, della prassi operativa e della giurisprudenza maturata in oltre vent’anni su questa materia. Forniscono, come si vedrà nel prosieguo, strumenti operativi di riferimento per…
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La dogana detta nuove regole per la forfettizzazione del valore in dogana
L’Agenzia delle dogane e monopoli fornisce nuove istruzioni sulla richiesta di semplificazione e forfettizzazione del valore in dogana effettuata attraverso l’autorizzazione “CVA” customs value agreement. Il 24 novembre ha pubblicato la circolare n . 30/2025 “sulla semplificazione della determinazione degli importi facenti parte del valore in dogana delle merci ai sensi dell’articolo rt . 73 del reg .(ue ) 952/2013 (cdu) e in sostituzione della circolare n . 5/ d/2017” con cui ha indicato che la semplificazione deve: – essere autorizzata su istanza di parte; – può riguardare sia gli importi che devono essere inclusi nel valore in dogana, conformemente all’articolo 70, par. 2 del CDU, sia gli elementi da…
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CBAM: il quadro generale e le novità del regolamento UE 2023/2083 dell’8 ottobre 2025
Il regolamento 2023/2083 dell’8 ottobre 2025 apporta semplificazioni e misure di rafforzamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2023/956 sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere o carbon border adjustment mechanism. In primo luogo vale la pena rispondere alla seguente domanda: cos’è il CBAM? Il CBAM (meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere o carbon border adjustment mechanism) è l’insieme di norme unionali in virtù delle quali operatore economico che importa in Unione europea alcuni beni: Entro il 1 gennaio 2026 deve acquisire la qualifica di dichiarante autorizzato CBAM; deve dichiarare quanta anidrite carbonica è stata emessa per realizzare il prodotto importato attraverso la dichiarazione annuale. Per la prima volta…
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ESG, environmental social governance: compliance doganale, l’affidabilità in materia di accise e la responsabilità amministrativa dell’ente
La UN Climate Change Conference (COP30) di Belem rappresenta un importante occasione per analizzare come customs compliance (AEO), SOAC (soggetto accreditato in materia di accise) e responsabilità amministrativa dell’ente (compliance al decreto 231/2001) costituiscano importanti strumenti per lo sviluppo della ESG (environmental, social, governance). I criteri di valutazione degli investimenti sostenibili e cioè con un impatto positivo sulla difesa ambientale e il rispetto dei diritti umani, al di la delle elaborazioni precedenti, possono essere ricondotti all’agenza 2030 per lo sviluppo sostenibile (the 2030 Agenda for Sustainable Development) che si basa su 17 obiettivi essenzialmente riconducibili a: economia circolare, lotta al cambiamento climatico, inclusività, sviluppo economico sostenibile e condiviso, tutela delle…
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AEO, compliance e tutela dei diritti di proprietà intellettuale: made in, marchi, brevetti e altro. La domanda di intervento o AFA (action for application)
L’Agenzia delle dogane e monopoli (ADM) con la propria circolare n.17/2025 fornisce chiarimenti in merito alla tutela della proprietà intellettuale con particolare riferimento agli aspetti procedurali relativi alla presentazione e all’accoglimento delle domande di intervento doganale ai sensi del reg (UE) 608/2013. Fornisce un supporto a tutela delle merci contraffatte o usurpative. L’ADM conferma che la domanda di intervento o AFA (application for action) rappresenta lo strumento principale per la difesa dei diritti di proprietà intellettuale da tentativi di contraffazione e usurpazione. Il richiedente dell’AFA fornisce dati oggettivi e soggettivi utili a discernere i prodotti originali da quelli contraffatti e ad intercettare le spedizioni maggiormente a rischio, anche a vantaggio…
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AEO e tutela dei diritti di proprietà intellettuale
L’analisi dell’AEO rispetto alla compilazione del questionario di autovalutazione e, in generale, al suo mantenimento abbisogna di una breve ricostruzione della tutela in dogana dei diritti di proprietà intellettuale e dei segni distintivi. Tali considerazioni sono importanti per una completa valutazione dell’osservanza delle diverse normative afferenti alle operazioni doganali nelle quali è coinvolto l’operatore economico. In quadro giuridico è delineato dal regolamento n.608/2013 del Parlamento e del Consiglio europei del 12 giugno 2013 relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, il quale già nel proprio secondo considerando afferma che: “…La commercializzazione di merci che…
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Violazioni sul made in: no sanzione se c’è buona fede e processi aziendali strutturati. Il ruolo della compliance
La Cassazione (con ordinanza n.28041 emessa dalla Sezione II civile,il 22 ottobre 2025) ha affermato che quando l’importatore prova la propria buona fede e un’adeguata diligenza non deve essere sanzionato ai fini della normativa su made in (origine non preferenziale). Nel presente intervento si parte dalla tutela del consumatore in merito all’indicazione dell’origine del bene e la gestione aziendale dell’origine non preferenziale. In primo luogo, in giurisprudenza è stato elaborato il principio di diritto in virtù del quale : “ in tema di tutela penale dei prodotti dell’industria e del commercio, integra l’illecito amministrativo previsto dall’art. 4, comma 49-bis, della legge n.350 del 2003 – e non il reato di…