-
Responsabilità dell’ente: il vantaggio dell’ente e la colpa in organizzazione vanno dimostrati
La sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sez. III, n. 24402 del 2 luglio 2026 in materia di compliance prevista dal decreto legislativo 231/2001 ha puntualizzato gli aspetti che di seguito si segnalano. Perché l’ente vada condannato è necessaria la Dimostrazione puntuale del vantaggio dell’ente; dimostrazione specifica della colpa dell’organizzazione. In tale prospettiva, l’illecito dell’ente non discende automaticamente dal reato del dipendente o responsabile (“responsabilità di rimbalzo”), ma necessita della prova autonoma di un interesse o vantaggio concretamente riferibile alla società e la dimostrazione della la mancata adozione di misure preventive idonee a evitare reati di quel tipo. Si riportano le seguenti considerazioni sulla scorta della sentenza della Corte di…
-
ITV: è possibile l’annullamento retroattivo
L’ITV è una decisione che consente di acquisire certezza in merito all’applicazione di una voce tariffaria. La sentenza del Tribunale di primo grado dell’UE Sezione V causa T‑150/25 del 13 maggio 2026, ammette il potere di un’autorità giudiziaria nazionale di dichiarare l’invalidità dall’origine di un’ITV. Quindi, tale pronuncia ammette la retroattività dell’invalidamento di un’ITV. Secondo gli eurogiudici, l’articolo 44 del codice doganale dell’Unione europea mira a garantire il diritto degli operatori economici di proporre un ricorso avverso una decisione di un’autorità doganale. Quindi è possibile affermare che “ è legittima l’efficacia retroattiva dell’annullamento dell’ITV includendo il periodo intercorrente dall’inizio dalla data di emissione di tale decisione a quello della sentenza”…
-
EUDR, ESG e compliance doganale: una breve analisi operativa
La disciplina dell’EUDR a partire dal 2027 subordina l’importazione, esportazione e cessione intracomunitarie all’attestazione della dovuta diligenza (due diligence statement o DDS). L’EUDR è una disciplina di gestione delle filiere che incide su come le imprese conoscono, documentano e controllano l’origine dei prodotti che trattano: bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno, insieme a un’ampia gamma di prodotti; l’EUDR, in altre parole, trasforma gli adempimenti normativi in un sistema di compliance stabile, verificabile e realmente sostenibile per l’impresa. Dal punto di vista della compliance prevista dai criteri ambientali, sociali e di governance (ESG o environmental, social e governance) verificabili e attesi su tutta la catena di approvvissionamento.…
-
Accordo commerciale UE USA: origine non preferenziale e trasporto diretto
Il beneficio del dazio 0 per le merci statunitensi importate in UE è diventato realtà a partire dal 1 luglio 2026. La disciplina normativa richiede: “La dimostrazione dell’origine non preferenziale; La dimostrazione del trasporto diretto (territorio doganale UE-territorio doganale USA e viceversa); Il rispetto di specifiche formalità dichiarative: il codice preferenza 300; il nuovo codice documento U190” I riferimenti normativi sono l’accordo di Turnberry, il regolamento 2026/1422 del 25 giugno 2026, il regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 e il regolamento (UE) 2026/1455 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 giugno 2026. Nell’attesa di una guida che verrà emessa dalla Commissione Ue, si condividono nuovamente alcune considerazioni sull’origine non preferenziale.…
-
Antidumping, fattura e compliance: la sentenza della CGUE Sezione II 21 maggio 2026 C 889/24.
Per l’applicazione di dazi antidumping, l’importatore può presentare, se previsto dal regolamento istitutivo, una fattura commerciale redatta a posteriori; è questa una della conclusioni cui è giunta la CGUE Sezione II 21 maggio 2026 C‑889/24. Questa conclusione è valida anche quando il regolamento istitutivo non precisa il momento in cui tale fattura debba essere presentata. In particolare, l’articolo 173 del codice doganale dell’UE (regolamento 952/2013) prevede, in taluni casi, una procedura di domanda di rettifica a posteriori di una dichiarazione in dogana. Il paragrafo 3 di tale articolo prevede che, su richiesta del dichiarante, entro tre anni dalla data di accettazione della dichiarazione in dogana, la modifica della stessa può essere…
-
Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati e la gestione della compliance doganale
Il paper di Confindustria “Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati” fornisce interessanti suggerimenti e riflessioni sulla corretta gestione del whistleblowing che è un elemento imprescindibile della nuova compliance doganale costituita dall’AEO, dal trust & check trader, SOAC e dalla disciplina del decreto legislativo 211/2005. La disciplina del whistleblowing presenta le seguenti caratteristiche: I destinatari della nuova disciplina sono sia i soggetti pubblici che privati; l’ambito oggettivo di applicazione deve basarsi sui seguenti elementi: i) all’oggetto della violazione; ii) alla natura pubblica/privata del soggetto di appartenenza del segnalante; iii) alle dimensioni dell’ente privato e all’applicabilità allo stesso della disciplina di cui al Decreto 231. Infatti, la nuova disciplina…
-
Classificazione doganale, prodotto misto, caratteristiche e proprietà oggettive
Il prodotto misto: come classificarlo? La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del 10 aprile 2026, esprimendosi in merito alla classificazione del libro puzzle cartonato, ha stabilito che “In tema di classificazione doganale alla luce della nomenclatura combinata di cui all’Allegato 1 del Regolamento (CEE) n. 2658/87, la merce “libro puzzle cartonato”, è un “prodotto misto”, la cui componente essenziale, ai sensi della regola n. 3 b) di interpretazione della Nomenclatura Combinata di cui al citato Allegato I, va individuata nel “puzzle””. Questa ordinanza risponde anche alle seguenti domande: Su cosa si fonda la classificazione doganale? La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del…
-
EUDR compliance. Short check of the updated version of “Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation”. The subjects. Second part
We would share the main questions & answers on the subjects of obligations arising from the EUDR compliance. What happens if a non-EU based operator places a relevant product or commodity on the EU market? Under which circumstances will non-EU based operators have access to the Information System? If a natural or legal person established outside the EU places relevant products on the EU market, according to Art. 7 EUDR the first person established in the Union who makes such products available on the market is deemed to be an operator within the meaning of the Regulation. This means that in this case, there will be two operators within the…
-
EUDR compliance. Short check of the updated version of “Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation”. The subjects
We would share the main questions & answers on the subjects of obligations arising from the EUDR compliance. Which actors does the EUDR cover, and where can I find more information about their obligations? The EUDR covers economic actors along supply chains of relevant products listed in Annex I of the Regulation. There are three distinct categories of actors: Operators (sometimes also referred to as “upstream operators”) are natural or legal persons placing a relevant product on the EU market, or exporting from there, for the first time, excluding downstream operators (see Art. 2(15) EUDR). For example: an importer of cocoa beans or a cattle farmer in the EU who…
-
EUDR compliance. An updated version of “Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation” on commodities, values and other compliance topics. Second analysis.
You can find below the questions and answers listed by Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation. Is bamboo in scope of the EUDR? What about other products that do not contain or have been made using relevant commodities, but that are listed in Annex I? Products made solely from bamboo are not in scope of the EUDR. Art. 1(1) EUDR defines that for the EUDR the ‘relevant products’ are only those that contain or are made from relevant commodities, amongst them ‘wood’. The definition in Art. 2(2) EUDR also clarifies that for the purposes of the EUDR the HS codes listed in Annex I are only pertinent…