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Importazioni frazionate e classificazione doganale: il caso Prestige Rijwielen (T-529/25). Parti o prodotti finiti?
I componenti importati per produrre un bene finito devono essere classificati con la voce doganale di quest’ultimo se ricorrono le seguenti condizioni: dichiarazione del medesimo rappresentante, presso il medesimo ufficio doganale per l’immissione in libera pratica mediante dichiarazioni di immissione in libera pratica distinte, proprietà del medesimo destinatario dopo la loro immissione in libera pratica nonostante siano fatturati da due fornitori diversi e trasportati in containers separati, scaglionati nel tempo, nel corso di un periodo che si estende su più mesi. In sintesi, la separazione temporale delle importazioni di componenti non impedisce, di per sé, la classificazione doganale come se fossero un prodotto finito presentato in modo non assemblato. E’…
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Responsabilità 231 e compliance doganale: rischi, presidi organizzativi e prospettive di evoluzione
Il rapporto tra la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e la compliance doganale assume crescente rilievo a seguito delle modifiche introdotte dal D.lgs. 26 settembre 2024, n. 141, in materia di disciplina doganale e sistema sanzionatorio delle accise. L’art. 25-sexiesdecies del D.lgs. 231/2001 individua, in particolare, le conseguenze sanzionatorie per l’ente (operatore economico) in relazione alle fattispecie della omessa dichiarazione ed infedele dichiarazione. Infatti, la rilevanza della normativa doganale ai fini della responsabilità dell’ente non comporta, tuttavia, che ogni irregolarità dichiarativa o violazione amministrativa determini automaticamente l’applicazione del decreto: occorre verificare la configurabilità di uno specifico reato-presupposto e la sussistenza dei criteri…
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EUDR e definizioni di “operatore”, “operatore a valle”, “micro o piccolo operatore primario” e “commerciante”.
Continua la nostra analisi degli aspetti operativi dell’EUDR e ripartendo dalla comunicazione della Commissione contente un “Documento di orientamento per il regolamento (UE) 2023/1115 relativo ai prodotti a deforestazione zero” (C/2026/3896) analizziamo le definizioni di operatore, operatore a valle, micro o piccolo operatore e commerciante. Per operatore si deve intendere: la persona fisica o giuridica che: immette i prodotti interessati sul mercato o li esporta; nel corso di un’attività commerciale; e non è un operatore a valle. L’operatore coincide con importatore quando le materie prime interessate o i prodotti interessati sono dichiarati per essere vincolati al regime doganale di «immissione in libera pratica». Dal punto di vista della pratica doganale,…
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PPWR e compliance doganale: cosa fare per importare e immettere nel mercato imballaggi di plastica
Il PPWR (regolamento UE 2025/40) stabilisce che imballaggio prodotto o importato è immesso sul mercato solo se è conforme alle sue prescrizioni. Per tali ragioni, prevede prescrizioni per la produzione e l’importazione di imballaggi di plastica allo scopo di consentirne l’immissione sul mercato, un’adeguata sostenibilità, il rispetto della responsabilità estesa del produttore, una corretta prevenzione dei rifiuti di imballaggio. Mira a promuovere la riduzione degli imballaggi superflui, il loro riutilizzo e ricarica, nonché la raccolta e il trattamento, compreso il riciclaggio, dei relativi rifiuti. Si tratta di un’altra norma di compliance che mira a creare una dogana sostenibile. L’imballaggio che è immesso sul mercato e cioè reso disponibile ai consumatori…
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L’ecodesign, dogana sostenibile e trade compliance: cosa fare per importare alimentatori esterni, dei caricabatterie senza fili, dei tappetini di ricarica senza fili, dei caricabatterie per batterie portatili di uso generale e dei cavi USB Type-C
La pianificazione doganale di successo non può più prescindere da un approccio basato sulla sostenibilità che coinvolge anche l’ecodesign: per produrre o importare dei beni come alimentatori esterni dei caricabatterie senza fili, tappetini di ricarica senza fili, caricabatterie per batterie portatili di uso generale e cavi USB Type-C il produttore o l’importatore deve ridurre l’impatto ecologico del proprio bene lungo l’intero ciclo di vita. Quindi, è necessario favorire e dimostrare che i beni siano facili da riparare, aggiornare, disassemblare e riciclare, riducendo i rifiuti alla fine del loro utilizzo. In questa prospettiva, il regolamento (ue) 2025/2052 della commissione del 13 ottobre 2025 definisce gli obblighi dell’importatore di: a) alimentatori esterni…
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Divieto di prodotti ottenuti attraverso il lavoro forzato: diligenza e compliance
Il regolamento UE 2024/3015 ha introdotto sul mercato il divieto di importare o esportare dal dall’Unione europea dei prodotti ottenuti con il lavoro forzato. Si tratta di una disciplina che ha un impatto diretto sul rispetto dei criteri ESG e della compliance rispetto alla responsabilità amministrativa da reato da reato dell’operatore economico. Questo testo normativo specifica che «dovere di diligenza in relazione al lavoro forzato» bisogna intendere gli sforzi compiuti dall’operatore economico per attuare prescrizioni obbligatorie, orientamenti volontari, raccomandazioni o pratiche per individuare, prevenire, attenuare o far cessare il ricorso al lavoro forzato in relazione ai prodotti che devono essere immessi o messi a disposizione sul mercato dell’Unione o destinati…
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AEO, responsabilità amministrativa da reato, MOG, cooperative compliance e tax control framework: alcune considerazioni operative
L’AEO è un’autorizzazione ormai imprescindibile per il commercio internazionale. Qualifica il possessore come soggetto affidabile. Tale affidabilità si basa anche sulla piena compliance con la disciplina sulla responsabilità amministrativa da reato dell’ente prevista dal decreto legislativo 231/2001 il quale si applica anche ai reati fiscali e alla cooperative compliance. Infatti, la circolare 6/2026 del 6 agosto 2026 dell’Agenzia delle Entrate informa che allo scopo di valutare la qualità del codice di condotta dell’operatore economico è necessario che il modello di organizzazione e gestione sia adeguato per evitare la commissione di reati fiscali; tale atto di prassi riporta che “…uno dei primi interventi normativi sui controlli interni degli enti è stato…
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Accise su oli lubrificanti, cessioni intracomunitarie, importazioni e momento dell’immissione in consumo: novità con il decreto Omnibus.
Il decreto 148/2026 (decreto Omnibus) ha modificato la definizione di immissione in consumo dell’accisa sugli oli lubrificanti importati o acquistati in ambito intracomunitario e conservati in impianti nazionali per la lavorazione o il confezionamento. Per tali prodotti, infatti, l’immissione in consumo si verifica all’atto della cessione ai diretti utilizzatori o consumatori o a ditte esercenti il commercio che ne effettuano la rivendita. Tale modifica deve essere presa in considerazione non solo per gestire il proprio business ma anche per garantire un’adeguata compliance nell’ambito AEO, decreto legislativo 231/2001 (colpa in organizzazione), SOAC e gestione aziendale degli ESG. Da questa modifica legislativa vale la pena chiedersi cosa sia l’accisa sugli oli lubrificanti…
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Responsabilità dell’ente: il vantaggio dell’ente e la colpa in organizzazione vanno dimostrati
La sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sez. III, n. 24402 del 2 luglio 2026 in materia di compliance prevista dal decreto legislativo 231/2001 ha puntualizzato gli aspetti che di seguito si segnalano. Perché l’ente vada condannato è necessaria la Dimostrazione puntuale del vantaggio dell’ente; dimostrazione specifica della colpa dell’organizzazione. In tale prospettiva, l’illecito dell’ente non discende automaticamente dal reato del dipendente o responsabile (“responsabilità di rimbalzo”), ma necessita della prova autonoma di un interesse o vantaggio concretamente riferibile alla società e la dimostrazione della la mancata adozione di misure preventive idonee a evitare reati di quel tipo. Si riportano le seguenti considerazioni sulla scorta della sentenza della Corte di…
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ITV: è possibile l’annullamento retroattivo
L’ITV è una decisione che consente di acquisire certezza in merito all’applicazione di una voce tariffaria. La sentenza del Tribunale di primo grado dell’UE Sezione V causa T‑150/25 del 13 maggio 2026, ammette il potere di un’autorità giudiziaria nazionale di dichiarare l’invalidità dall’origine di un’ITV. Quindi, tale pronuncia ammette la retroattività dell’invalidamento di un’ITV. Secondo gli eurogiudici, l’articolo 44 del codice doganale dell’Unione europea mira a garantire il diritto degli operatori economici di proporre un ricorso avverso una decisione di un’autorità doganale. Quindi è possibile affermare che “ è legittima l’efficacia retroattiva dell’annullamento dell’ITV includendo il periodo intercorrente dall’inizio dalla data di emissione di tale decisione a quello della sentenza”…