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Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati e la gestione della compliance doganale
Il paper di Confindustria “Nuova disciplina “whistleblowing” guida operativa per gli enti privati” fornisce interessanti suggerimenti e riflessioni sulla corretta gestione del whistleblowing che è un elemento imprescindibile della nuova compliance doganale costituita dall’AEO, dal trust & check trader, SOAC e dalla disciplina del decreto legislativo 211/2005. La disciplina del whistleblowing presenta le seguenti caratteristiche: I destinatari della nuova disciplina sono sia i soggetti pubblici che privati; l’ambito oggettivo di applicazione deve basarsi sui seguenti elementi: i) all’oggetto della violazione; ii) alla natura pubblica/privata del soggetto di appartenenza del segnalante; iii) alle dimensioni dell’ente privato e all’applicabilità allo stesso della disciplina di cui al Decreto 231. Infatti, la nuova disciplina…
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Classificazione doganale, prodotto misto, caratteristiche e proprietà oggettive
Il prodotto misto: come classificarlo? La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del 10 aprile 2026, esprimendosi in merito alla classificazione del libro puzzle cartonato, ha stabilito che “In tema di classificazione doganale alla luce della nomenclatura combinata di cui all’Allegato 1 del Regolamento (CEE) n. 2658/87, la merce “libro puzzle cartonato”, è un “prodotto misto”, la cui componente essenziale, ai sensi della regola n. 3 b) di interpretazione della Nomenclatura Combinata di cui al citato Allegato I, va individuata nel “puzzle””. Questa ordinanza risponde anche alle seguenti domande: Su cosa si fonda la classificazione doganale? La Corte di Cassazione Sez. V con ordinanza n. 9081 del…
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EUDR compliance readiness: a short analysis of the updated version of “Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation”. The compliance rules
The Frequently Asked Questions Implementation of the EU Deforestation Regulation updated on April 2026 answer the following questions on the traceability and compliance: What if part of a product is non-compliant? If part of a relevant product is non-compliant, the non-compliant part needs to be identified and separated from the rest before the relevant product is placed on the EU market or exported, and that part may be neither placed on the EU market nor exported. If identification and separation cannot be done, for instance because the non-compliant products have been mixed with the rest, then the whole relevant product is non-compliant as it cannot be guaranteed that the conditions…
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Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza: un problema per AEO, SOAC e CBAM: il MOG come strumento per monitorare e scoraggiare
Le condotte ascrivibili alle fattispecie previse dall’articolo 2638 del codice civile rappresentano un’insidia per le diverse forme di compliance previste dai seguenti schemi: AEO: perché rappresentano infrazioni gravi che possono minare la dimostrazione dell’osservanza della normativa; SOAC: quando entrerà in vigore questo status richiede che il titolare possa dimostrare il rispetto della normativa e sia privo di specifiche sanzioni; CBAM: il dichiarante CBAM autorizzato presuppone che il richiedente non sia responsabile di gravi infrazioni alla normativa. In particolare, l’articolo 2638 cod. civ. prevede la tutela penale delle funzioni di vigilanza affidate alle autorità pubbliche rispetto a molteplici condotte che ne «ostacolano» l’esercizio (cfr. Sez. 6, n. 17290 del 13/01/2006, Marino,…
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AEO – Cooperazione doganale per individuare, segnalare e reagire alle attività sospette: prossime sfide per rafforzare la compliance doganale
Gli operatori economici italiani che sono AEO devono adeguarsi alle informazioni applicative a livello nazionale che ADM (Agenzia delle dogane e monopoli) emetterà per l’applicazione delle linee guida unionali “AEO – Cooperazione doganale per individuare, segnalare e reagire alle attività sospette”. Nell’avviso del 22 aprile 2026 ADM ribadisce che: “ pur non avendo natura vincolante, costituiscono – anche nell’ottica del contesto giuridico di riforma del Codice Doganale dell’Unione – uno strumento esplicativo di come migliorare l’attività di individuazione di informazioni rilevanti e di collaborazione nello scambio delle citate informazioni tra soggetti privati ed istituzionali”. In questo contesto si inseriscono i seguenti principi: Promozione della whistleblowing nelle società L’istituzione di sistemi…
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AEO – customs cooperation to detect, report and react to suspicious activities: comunicazione degli eventi sospetti alla dogana tra compliance e prove per il trust and check trader
L’Agenzia delle dogane e monopoli con un proprio avviso ha informato gli operatori che la DG TAXUD ha pubblicato le linee guida “AEO – customs cooperation to detect, report and react to suspicious activities”. Lo scopo di questo documento è promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni tra l’operatore economico, la sua supply chain e le autorità doganali. Si legge infatti: “ The present initiative is building on the existing cooperation between Authorised Economic Operators (AEOs) and customs authorities, aiming to deepen the level of collaboration and information sharing, enabling customs authorities to better target and prevent illicit activities. Nevertheless, all economic operators are encouraged to follow the same…
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Antidumping: un problema da gestire. La retroattività dei dazi antidumping
Il dazio antidumping è una speciale tipologia di dazio applicato dall’autorità doganale su alcuni prodotti il cui valore non è allineato con le normali dinamiche di mercato. Richiede una denuncia da parte dei produttori europei e un’indagine effettuata dalla Commissione europea. Non ha una natura sanzionatoria. Il dazio antidumping può essere retroattivo? In linea generale, il dazio antidumping non è retroattivo eccetto le ipotesi eccezionali previste dal Regolamento (UE) 2016/1036, in particolare dall’art. 10 Regolamento (UE) 2016/1036. Cosa prevede l’articolo 10 regolamento (UE) 2016/1036? Questa norma ribadisce, nel primo comma, l’eccezionalità dell’applicazione retroattiva giacché “ Le misure provvisorie e i dazi antidumping definitivi sono applicati unicamente ai prodotti immessi in…
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Programma di controllo interno: una breve directory per comprendere come “fare” il tuo PIC o internal compliance program
Il programma interno di compliance (PIC) rappresenta un documento aziendale capace di organizzare i diversi processi di monitoraggio delle attività legate al rischio garantendo, in questa maniera: La riduzione della complessità dei controlli delle aree di rischio; La mitigazione delle conseguenze legale ai rischi; Velocità nell’adozione di azioni correttive. Costituisce un importante tassello per l’adempimento degli obblighi di compliance legati al decreto legislativo 211/2025 e all’ottenimento e gestione dell’AEO. Come fare un programma interno di compliance (PIC)? Oltre alle raccomandazioni 2019/1318 2021/1700 dell’Unione europea si possono ricordare: Linee guida del MIMIT che fornisce le linee guida europee ; Le linee guida (Internal Compliance Programme Guidelines for compiling an Internal Compliance Programme…
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Il PIC (programma interno di compliance) e il modello di organizzazione e gestione (MOG) previsto dal decreto legislativo 231/2001
Il programma interno di compliance (PIC) o internal compliance program (IPC) rappresenta un primo elemento della compliance integrata necessaria per navigare senza brutte sorprese le acque agitate del commercio internazionale. In primo luogo, gli altri elementi della compliance integrata sono, senza dubbio, l’AEO (authorized economic operator) e il modello di organizzazione e gestione previsto dal decreto legislativo 231/2001 aggiornato al decreto legislativo del 30 dicembre 2025, n. 211 il quale: Attua la direttiva 2024/1226/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione e che modifica la direttiva (UE) 2018/1673; Modifica l’elenco dei reati…
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Programma di controllo interno: compliance, AEO e modello di organizzazione e gestione ai fini del decreto legislativo 231/2001
La complessità del quadro politico internazionale, con le sue turbolenze imprevedibili, impone agli operatori economici una sempre maggiore attenzione nei confronti della corretta gestione di ogni forma di compliance legata al commercio (import/export/collaborazioni commerciali) con paesi al di fuori dell’Unione europea. Infatti, sanzioni penali, amministrative e reputazioni potrebbero ridurre e azzerare eventuali successi. In quest’ottica, la prima opera attività che l’operatore economico deve svolgere è una ricognizione completa ed approfondita delle aree di rischio legate all’operatività doganale e commerciale. In via preliminare, ciò implica che l’operatore economico abbia una piena padronanza dei seguenti processi: Classificazione doganale dei prodotti importati ed esportati realizzata sulla base delle peculiarità oggettive ed essenziali e…