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    Importazioni frazionate e classificazione doganale: il caso Prestige Rijwielen (T-529/25). Parti o prodotti finiti?

    I componenti importati per produrre un bene finito devono essere classificati con la voce doganale di quest’ultimo se ricorrono le seguenti condizioni: dichiarazione del medesimo rappresentante, presso il medesimo ufficio doganale per l’immissione in libera pratica mediante dichiarazioni di immissione in libera pratica distinte,  proprietà del medesimo destinatario dopo la loro immissione in libera pratica nonostante siano fatturati da due fornitori diversi e trasportati in containers separati, scaglionati nel tempo, nel corso di un periodo che si estende su più mesi. In sintesi, la separazione temporale delle importazioni di componenti non impedisce, di per sé, la classificazione doganale come se fossero un prodotto finito presentato in modo non assemblato. E’…

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    Responsabilità 231 e compliance doganale: rischi, presidi organizzativi e prospettive di evoluzione

    Il rapporto tra la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e la compliance doganale assume crescente rilievo a seguito delle modifiche introdotte dal D.lgs. 26 settembre 2024, n. 141, in materia di disciplina doganale e sistema sanzionatorio delle accise. L’art. 25-sexiesdecies del D.lgs. 231/2001 individua, in particolare, le conseguenze sanzionatorie per l’ente (operatore economico) in relazione alle fattispecie della omessa dichiarazione ed infedele dichiarazione. Infatti, la rilevanza della normativa doganale ai fini della responsabilità dell’ente non comporta, tuttavia, che ogni irregolarità dichiarativa o violazione amministrativa determini automaticamente l’applicazione del decreto: occorre verificare la configurabilità di uno specifico reato-presupposto e la sussistenza dei criteri…

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    Responsabilità amministrativa da reato e intelligenza artificiale per una dogana sostenibile.

    La responsabilità amministrativa da reato prevista e regolata dal decreto legislativo 231/2001 si confronta ormai con l’affermazione dell’intelligenza artificiale all’interno degli operatori economici e per le loro attività doganali. In questa prospettiva, richiede che l’operatore economico per evitare l’attribuzione di colpa in organizzazione si impegni a Mappare i processi in una visione di risk assessment; Assicurare la supervisione umana nei processi decisionali automatizzati; Formare il personale interessato da processi doganali basati su AI. Al riguardo la Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” sottolinea che l’impiego di intelligenza artificiale può rappresentare l’aggravante di alcuni reati. E’ bene ricordare che, in…

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    AEO, responsabilità amministrativa da reato, MOG, cooperative compliance e tax control framework: alcune considerazioni operative

    L’AEO è un’autorizzazione ormai imprescindibile per il commercio internazionale. Qualifica il possessore come soggetto affidabile. Tale affidabilità si basa anche sulla piena compliance con la disciplina sulla responsabilità amministrativa da reato dell’ente prevista dal decreto legislativo 231/2001 il quale si applica anche ai reati fiscali e alla cooperative compliance. Infatti, la circolare 6/2026  del 6 agosto 2026 dell’Agenzia delle Entrate informa che allo scopo di valutare la qualità del codice di condotta dell’operatore economico è necessario che il modello di organizzazione e gestione sia adeguato per evitare la commissione di reati fiscali; tale atto di prassi riporta che “…uno dei primi interventi normativi sui controlli interni degli enti è stato…

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    La responsabilità dell’ente (decreto legislativo 231/2001): con la riforma aumentano i casi di non punibilità. Istruzioni per AEO, SOAC, ESG e sanzioni internazionali

    La responsabilità amministrativa da reato dell’ente, nell’attuale quadro delineato dal decreto legislativo 231/2001, prevede ridotte cause di esenzione della imputabilità. La proposta di riforma mira a riequilibrare il sistema: si precisa l’autonomia responsabilità  della dell’ente, precisandone i presupposti, e parallelamente si introduce un compiuto sistema premiale appositamente pensato per l’ente. In particolare, l’ente non è responsabile qualora l’autore del reato non sia identificato o non sia colpevole e se non viene dimostrato che il fatto sia conseguenza di  una mancata o difettosa adozione oppure attuazione del modello di organizzazione, gestione e controllo (MOG); in altre pare, in questi casi non basterà dimostrare che l’ente avrebbe potuto ridurre il rischio di…

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    La riforma della responsabilità amministrativa da reato: cosa cambia per gli operatori del commercio internazionale. Primo intervento.

    La riforma del decreto legislativo n.231 del 2001 e quindi del sistema della responsabilità amministrativa da reato dell’ente rappresenta un importante banco di prova per la compliance doganale e in materia di accise oltre che per la gestione dei parametri ESG ( con particolare riferimento alla “G” di governance ). L’obiettivo della riforma è quello di trovare e garantire l’ equilibrio tra certezza e prevedibilità del diritto, da una parte, ed efficienza e responsabilizzazione delle imprese, dall’altra. Il nuovo disegno legislativo valorizza il potenziale preventivo che l’organizzazione possiede in relazione al rischio-reato con l’obiettivo di scongiurare , nei limiti del possibile, il noto hindsight bias cui  è esposto il giudizio…

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    Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri sulla nuova responsabilità dell’ente. Compliance 231 come pilastro dell’AEO e del SOAC

    Il  Consiglio dei ministri con il proprio comunicato stampa  n. 185 pubblicato il 4 agosto 2025 informa che ha approvato il disegno di legge di revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. I punti salienti sono: Il superamento della distinzione tra reati commessi da soggetti in posizione apicale e reati commessi da soggetti sottoposti all’altrui direzione. La colpa di organizzazione è elevata a criterio di imputazione soggettiva dell’illecito; in altre parole, l’ente risponde soltanto quando sia accertato il nesso di causalità tra la mancata adozione o l’inefficace attuazione di un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a…

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    ITV: è possibile l’annullamento retroattivo

    L’ITV è una decisione che consente di acquisire certezza in merito all’applicazione di una voce tariffaria. La sentenza del Tribunale di primo grado dell’UE Sezione V causa T‑150/25 del 13 maggio 2026, ammette il potere di un’autorità giudiziaria nazionale di dichiarare l’invalidità dall’origine di un’ITV. Quindi, tale pronuncia ammette la retroattività dell’invalidamento di un’ITV. Secondo gli eurogiudici, l’articolo 44 del codice doganale dell’Unione europea mira a garantire il diritto degli operatori economici di proporre un ricorso avverso una decisione di un’autorità doganale. Quindi è possibile affermare che “ è legittima l’efficacia retroattiva dell’annullamento dell’ITV includendo il periodo intercorrente dall’inizio dalla data di emissione di tale decisione a quello della sentenza”…

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    Accordo commerciale UE USA: origine non preferenziale e trasporto diretto

    Il beneficio del dazio 0 per le merci statunitensi importate in UE è diventato realtà a partire dal 1 luglio 2026. La disciplina normativa richiede: “La dimostrazione dell’origine non preferenziale; La dimostrazione del trasporto diretto (territorio doganale UE-territorio doganale USA e viceversa); Il rispetto di specifiche formalità dichiarative: il codice preferenza 300; il nuovo codice documento U190” I riferimenti normativi sono l’accordo di Turnberry, il regolamento 2026/1422 del 25 giugno 2026, il regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 e il regolamento (UE) 2026/1455 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 giugno 2026. Nell’attesa di una guida che verrà emessa dalla Commissione Ue, si condividono nuovamente alcune considerazioni sull’origine non preferenziale.…

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    Compliance doganale, decreto legislativo 231/2001 e tutela dei segni di indicazione geografica e denominazione protetta dei prodotti agroalimentari.

    Il settore agroalimentare rappresenta un pilastro fondamentale del sistema produttivo italiano che viene tutelato anche rispetto alle operazioni legate al commercio internazionale (import ed export). Richiede, di conseguenza, che gli operatori o i loro rappresentati abbiano un’adeguata conoscenza di: Normativa doganale (classificazione, valore, origine preferenziale e non preferenziale); Pianificazione doganale (regimi speciali); Compliance doganale (AEO e MOG come previsto dal decreto legislativo 231/2001). Analizziamo ora alcuni aspetti della legislazione anche doganale della tutela dei segni di indicazione geografica e denominazione protetta dei prodotti agroalimentari. In primo luogo,  è necessario partire dall’articolo 517 quater del codice penale che norma la “Contraffazione dei segni di indicazione geografica e di denominazione protetta dei…