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Nomenclatura combinata 2027: energie rinnovabili, economia circolare e terre rare. I contributi per una dogana sostenibile.

La nomenclatura combinata dell’Unione europea per il 2027 è stata pubblicata con il regolamento 2163/2026 e presenta importanti novità volte a promuovere da un lato l’economia circolare e sostenibile dall’altro l’evoluzione di esigenze statistiche e commerciali. Parimenti, adegua il sistema tariffario agli sviluppi tecnologici e commerciali.

Con riferimento all’energia rinnovabile, economia circolare e alle terre rare si ricordano le seguenti novità:

  1. Le scaglie di pet aggiunte nel capitolo 39;
  2. Scorze, scarti di produzione e tronchi di quercia o di faggio da segheria nel campo 44;
  3. Rifiuti e rottami di ferro o acciaio contenti terre rare”
  4. Fondazioni tubolari in acciaio a monopalo per turbine eoliche nel capitolo 73
  5. Rifiuti e rottami di alluminio nel capitolo 76
  6. “Gruppi navicella per turbine eoliche”, “magneti permanenti contenenti terre rare”, “celle agli ioni di litio” e “rifiuti e rottami di magneti permanenti contenenti terre rare” e “rifiuti e rottami di rotori contenenti magneti permanenti contenenti terre rare” e “rifiuti e rottami di disco rigido” nel capitolo 85
  • Si tratta di beni che hanno una rilevanza crescente nella negoziazione di accordi di libero scambio (Cile, Nuova Zelanda,MERCOSUR, India) e, per le energie rinnovabili, rilevanti ai fini delle accise e della disciplina catastale.  Oppure come per i rottami ferrosi, l’esportazione richiede l’invio di una notifica al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Quindi, la nuova nomenclatura combinata rappresenta uno strumento importante per il processo di classificazione di beni che hanno un impatto importante su settori strategici come le energie rinnovabili, dell’economia circolare e delle terre rare.

“Vale la pena ricordare che la classificazione è il processo di natura giuridica e merceologica che consente di attribuire ad ogni bene un codice doganale in relazione alle sue caratteristiche oggettive, all’uso e nel pieno rispetto delle regole generali di interpretazione ed è la prima operazione che l’operatore economico deve effettuare per importare”.

Secondo il codice doganale unionale consiste nel determinare una delle sottovoci o ulteriori suddivisioni della nomenclatura combinata in cui le merci in questione devono essere classificate.

Infatti, i dazi all’importazione e all’esportazione dovuti sono basati sulla tariffa doganale comune dell’Unione europea.

La classificazione doganale si basa su un complesso sistema normativo a sua volta incentrato sulla Convenzione di Bruxelles sul sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci del 14 giugno 1983 la quale è una fonte giuridica di natura sovranazionale e quindi prevalente sul diritto nazionale.

Tale convenzione istituisce il “sistema armonizzato” che è costituito dalla nomenclatura la quale  comprende le voci, le sottovoci e i relativi codici numerici, le note di sezioni, di capitoli e di sottovoci, nonché le regole generali per l’interpretazione del sistema armonizzato.

Nell’ambito del sistema armonizzato, a livello europeo bisogna considerare il regolamento 2658/87 del Consiglio del 23 luglio 1987

Tale regolamento prevede che la nomenclatura combinata aggiunga a quella del sistema armonizzato (formata da sei digits) le proprie suddivisioni comunitarie denominate «sottovoci NC» quando delle aliquote di dazi sono indicate in corrispondenza di esse. Invece, le sottovoci Taric sono identificate con la nona e la decima cifra, le quali insieme alle cifre che gli precedono, formano i numeri di codice Taric. In assenza di suddivisioni comunitarie, la nona e la decima cifra sono «00». Inoltre alla luce della funzione che la classificazione doganale svolge anche per l’applicazione di normative non fiscali, eccezionalmente, è possibile l’impiego di codici addizionali Taric a quattro caratteri qualora la regolamentazione comunitaria specifica non sia già codificata alla nona e alla decima cifra.

“La classificazione doganale è uno strumento per garantire la compliance adeguata nella gestione dell’economia circolare, import & export di materie prime critiche “