Come sarà il modello di organizzazione e gestione dopo la riforma del decreto legislativo 231 del 2001?

La riforma del decreto legislativo n.231/2001 sulla responsabilità amministrativa da reato degli enti fornisce maggiori dettagli per la realizzazione del modello di organizzazione, gestione e controllo, in un sistema tripartito composto da una parte generale, da una parte speciale e dai protocolli operativi, ridefinendo in chiave organica e dettagliata l’intero impianto della compliance. Ciò rappresenta un importante approccio per rispettare gli standard ESG e la compliance doganale prevista dall’AEO, dal decreto legislativo 211/2025 e, in materia di accise dallo status SOAC.
Come sarà la parte generale del MOG?
La parte generale prevede la descrizione completa della societaria, degli configurazione organi di amministrazione e controllo, del sistema di procure e deleghe, un codice etico strutturato (introduzione normativa, destinatari, modalità di formazione, principi etici e norme comportamentali), le modalità di accertamento delle violazioni, l’istituzione dei canali di segnalazione interni conformi al D.lgs. n. 24/2023, un sistema disciplinare graduato per ruolo, un organismo di vigilanza (OdV) definito nella sua composizione e nei suoi poteri e le fonti di informazione (tramite la disciplina dei flussi informativi).
Come sarà la parte speciale del MOG?
La parte speciale dettaglia i reati presupposto, la mappatura delle attività e dei processi a rischio, i principi generali di comportamento e i contenuti essenziali dei protocolli operativi. I protocolli di prevenzione operativi designano un responsabile del processo a rischio-reato, regolano la segregazione delle funzioni, disciplinano i flussi informativi verso l’OdV e definiscono modalita di monitoraggio e controllo da parte del personale e del management. E’ interessante sottolineare l’interesse della riforma nei confronti dell’obbligo di aggiornamento periodico del modello in relazione ai mutamenti organizzativi, alle modifiche normative e ai risultati delle verifiche; di riflesso attività di informazione e formazione diventano obbligatorie, continue e estese a tutto il personale e ai soggetti coinvolti.