• circular economy,  free trade agreement

    CETA ancora problemi per la ratifica in UE: Irlanda

    L’11.11.2022 la Corte Suprema irlandese ha stabilito che il Parlamento nazionale non può ratificare l’accordo di libero scambio dell’Unione europea con il Canada (CETA) a meno che alcune leggi nazionali non vengano modificate; questa sentenza pone una sfida al governo di coalizione se vuole evitare che la questione vada a referendum. La causa è Costello -v- The Government of Ireland, Ireland and the Attorney General. Il Ministero per le imprese, il commercio e l’occupazione (Tánaiste ) ha risposto che “Si prende atto della decisione della Corte suprema. Sebbene sia deludente che la ratifica non sia ora immediatamente possibile, il governo rimane impegnato a ratificare integralmente l’accordo CETA. Ci vorrà ora…

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    Versione aggiornata della Guida alle regole di origine UE-Vietnam 2022

    La DG Taxud (Direzione generale Tasse e Dogane) ha pubblicato la nuova versione (n.6) della  Guidance on the Rules of Origin EU-Vietnam . parte alcune modifiche riguardanti i capitoli SA n. 61, 62,63 (scarpe-calzature-ecc) la principale novità è il paragrafo 2.6 sui Codici da utilizzare nella dichiarazione di importazione nell’UE dove si afferma che: “…L‘importatore rivendica il beneficio dell’EVFTA indicando un codice corrispondente alla prova dell’origine che sta usando. – Per un certificato di circolazione EUR.1, il codice è N954. Per una dichiarazione di origine possono essere utilizzati entrambi i codici: o U162 (“Dichiarazione su fattura o dichiarazione di origine compilata su fattura da qualsiasi esportatore o qualsiasi altro documento…

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    La dogana francese dà qualche suggerimento sulle conoscenze dell’importatore

    In primo luogo, è utile ricordare che la “conoscenza dell’importatore” consente all’importatore di rivendicare un trattamento tariffario preferenziale basato sulla propria conoscenza del carattere originario dei prodotti importati sotto forma di documenti giustificativi o registrazioni forniti dall’esportatore o dal fabbricante del prodotto, che sono in possesso dell’importatore. Queste informazioni forniscono prove valide che il prodotto si qualifica come originario. Ai sensi del TCA e dell’ALS-EPA tra l’UE e il Giappone, è possibile presentare un reclamo se l’importatore dispone di una delle seguenti prove di origine: una dichiarazione sull’origine del prodotto compilata dall’esportatore (i testi della dichiarazione, previsti dal citato ALS, sono diversi); la conoscenza dell’importatore che il prodotto è originario.…

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    Negoziazioni UE Indonesia per accordo di libero scambio

    Valdis Dombrovskis ha affermato a Jakarta che entro la metà del 2024 potremmo avere un accordo di libero scambio con l’indonesia. Ha infatti annunciato che: “… We see there is some renewed momentum and we hope to build on that…” in quanto si tratta di trattative iniziate nel 2016. Vale la pena sottolineare che il commercio tra UE e l’Indonesia è pari a $24.7 bioloni nel 2021.

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    Accordo di libero scambio tra UE e Nuova Zelanda: produzione agricola sostenibile

    L’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Nuova Zelanda nel proprio capitolo X prevede interessanti regole per la produzione sostenibile di cibo capaci di impattare direttamente sul nostro agrifood. Infatti, prevede l’adozione di disposizioni e sanzioni dell’accordo di Parigi sul clima. Prevede: una cooperazione tra UE e Nuova Zelanda allo scopo di uno sviluppo sostenibile, inclusivo, resiliente e sano. Le fasi produttive oggetto d’analisi e controllo sono: la produzione, raccolta, la lavorazione, il trasporto, l’immagazzinamento, la  distribuzione, vendita, consumo e smaltimento. Un’armonica applicazione delle norme SPS (Sanitary and Phytosanitary Measures), TBT (Technical Barriers to Trade)  e del Chapter BB sul commercio e sviluppo sostenibili (TSD); Altri punti programmatici…

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    CETA, tutela dei diritti di proprietà intellettuale in dogana e scambi tra UE e Canada

    L’UE e il Canada, secondo il CETA, devono prevedere misure amministrative per impedire a una persona di fabbricare, preparare, imballare, etichettare, vendere, importare o pubblicizzare prodotti alimentari in modo falso, fuorviante o ingannevole o suscettibile di creare un’impressione erronea quanto alla loro origine. L’accordo di libero scambio in esame definisce: merci contraffatte per quanto concerne l’indicazione geografica, le merci contemplate all’articolo 20.17 rientranti in una delle classi di prodotto di cui all’allegato 20-C, compreso il loro imballaggio, recanti senza autorizzazione un’indicazione geografica identica all’indicazione geografica validamente registrata o altrimenti protetta per dette merci e che viola i diritti del proprietario dell’indicazione geografica in questione o del titolare del diritto a…