• accise e imposte di consumo,  compliance e AEO

    Accise su prodotti alcolici: come gestire il contrassegno per contenitori con contenuto non standard

    La circolare 12/2026 dell’Agenzia delle dogane e monopoli (ADM) fornisce indirizzi operativi su come gestire i recipienti contenenti prodotti alcolici, soggetti all’obbligo del contrassegno fiscale ex art. 1, comma 1, del D.M. n. 322/2003, aventi volumi nominali diversi dai tagli previsti dall’art. 3, comma 1, del medesimo decreto ministeriale. Più nello specifico la circolare analizza, in termini operativi, delle tematiche concenti la distribuzione di bevande alcoliche (NC 2208) mediante fusti metallici o PET a pressione di varia capacità (5, 10, 12, 18, 20, 24 litri),che si adattano agli impianti di spillatura e che, per la loro composizione, sono da assoggettare al contrassegno fiscale di tipologia C, la quale contempla, tuttavia,…

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    Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza: un problema per AEO, SOAC e CBAM: il MOG come strumento per monitorare e scoraggiare

    Le condotte ascrivibili alle fattispecie previse dall’articolo 2638 del codice civile rappresentano un’insidia per le diverse forme di compliance previste dai seguenti schemi: AEO: perché rappresentano infrazioni gravi che possono minare la dimostrazione dell’osservanza della normativa; SOAC: quando entrerà in vigore questo status richiede che il titolare possa dimostrare il rispetto della normativa e sia privo di specifiche sanzioni; CBAM: il dichiarante CBAM autorizzato presuppone che il richiedente non sia responsabile di gravi infrazioni alla normativa. In particolare, l’articolo 2638 cod. civ. prevede la tutela penale delle funzioni di vigilanza affidate alle autorità pubbliche rispetto a molteplici condotte che ne «ostacolano» l’esercizio (cfr. Sez. 6, n. 17290 del 13/01/2006, Marino,…

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    Accise, Carburante, Gestore, Concessionario, Responsabilitasolidale, compliance, mog, diligenteesercizio

    Accise e responsabilità solidale: la responsabilità e la necessità di compliance Il diligente esercizio dei poteri di ispezione e controllo rappresenta un esimente per superare la responsabilità solidale tra concessionario e gestore dell’impianto in caso di svincolo irregolare di prodotti energetici. Il diligente esercizio dei poteri di ispezione e controllo deve essere un approccio che si sostanzia in procedure interne, adeguamento di modelli di gestione e organizzazione ai fini del decreto legislativo 231/2001. Inoltre, tale approccio dovrebbe essere un elemento centrale dell’audit per l’attribuzione del SOAC quando entrerà in vigore. Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n.798 del 14 gennaio 2026) il concessionario dell’impianto stradale di distribuzione di carburanti è…

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    Obbligo di comunicare la fine attività di un deposito per evitare sanzioni in materia di accise sui prodotti alcolici

    ll depositario autorizzato, al momento della cessazione dell’attività produttiva, ha l’obbligo di comunicazione con adeguamento del diritto di licenza e della cauzione al nuovo regime; ciò non è una mera obbligazione formale. La Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 9511 Anno 2026 del 14 aprile 2026 ha infatti rilevato che tale obbligo comporta che il soggetto prima qualificato come produttore di alcol, e come tale munito di apposita licenza fiscale, diviene titolare di un deposito di stoccaggio cui dev’essere attribuita una nuova e diversa licenza fiscale, al quale, tra l’altro, l’Amministrazione doganale deve imporre l’adeguamento della cauzione dal 2 al 10% dell’accisa gravante sul prodotto stoccato, perché non più produttore.…

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    Deposito fiscale, alcoli e cali: il valore della compliance, aggiornamento e formazione

    La gestione di un deposito fiscale per la produzione di prodotti alcolici richiede la compliance/osservanza verso obbligazioni attinenti alla cauzione e alle garanzie alla circolazione e alla telematizzazione delle scritture contabili In particolare, il titolare di un deposito fiscale di prodotti alcolici è tenuto alla contabilità di magazzino prevista dall’articolo 7 del D.M 2001 del 27 marzo 2001 che così recita: “…il depositario autorizzato esercente impianto di fabbricazione di prodotti da sottoporre ad accisa tiene, conformemente alle istruzioni impartite dall’Agenzia: a) un registro di carico e scarico delle materie prime e dei prodotti semilavorati introdotti od estratti dal deposito; b) un registro di carico e scarico dei singoli prodotti finiti…

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    Accise, principio di equivalenza e lotta al climate change

    La situazione geopolitica internazionale (Iran, Ucraina, Libia USA e Russia) e la necessità di combattere il cambiamento climatico e i disastri ambientali a quest’ultimo legati impongono la necessità di sfruttare fonti energetiche alternative e sostenibili che, in termini di accisa, sono combustibili e carburanti di origine vegetale, animale oppure da rifiuti. Molto spesso si tratta di prodotti energetici non definiti da testo unico delle accise (TUA o decreto legislativo 504 del 1995) che devono essere trattati, ad ogni modo, in osservanza del principio dell’equivalenza in virtù del quale la tassazione (ai fini delle accise) si basa sull’effettiva destinazione d’uso o utilizzazione del prodotto, piuttosto che sulla sua mera composizione chimica…

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    Oneri generali di sistema (OGSE), IVA e rimborso. Un ulteriore analisi da parte della Cassazione

    Gli oneri generali di sistema (OGSE) non sono accise. Sono tassati ai fini IVA e in caso di indebito pagamento è possibile l’esercizio del diritto alla ripetizione nei confronti del proprio fornitore di energia elettrica/cedente/soggetto passivo. Al riguardo, la Corte di Cassazione Sez.V con ordinanza n.6656 del 20 marzo 2026 ha ribadito che: gli oneri generali del sistema elettrico non posseggono natura tributaria e cioè non sono accise. Pertanto sono assoggettati all’IVA; in caso di IVA indebitamente corrisposta sulla fornitura di energia elettrica, il rimborso può essere richiesto da soggetto passivo che ricopre anche il ruolo di cedente del bene/servizio al cliente finale. L’utente cessionario è, invece, legittimato a chiedere…

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    Riforma delle accise sull’energia elettrica 2026. L’officina elettrica

    Il Ministero dell’economia e delle finanze con decreto del 10 marzo 2026 ha indicato le nuove “Modalità  di  applicazione   dell’accisa   sull’energia   elettrica”. Tale decreto attua, infatti, le novità apportate dal decreto  legislativo  28  marzo  2025,  n.  43,  recante la revisione delle disposizioni in materia  di  accise. Come si ottiene la licenza di officina elettrica o dell’autorizzazione? La licenza d’esercizio richiede: L’invio una denuncia preventiva dell’attività da esercitare; La registrazione presso ADM per le società  aventi sede legale nel territorio nazionale, designate da soggetti di  altri Stati dell’Unione europea non aventi sede nel territorio dello  Stato che intendono fornire energia elettrica  direttamente  a  consumatori finali nazionali Come i soggetti obbligati devono…

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    La colpa in organizzazione, modelli di organizzazione e gestione ex D.lg 231/2001, accise e compliance doganale

    La colpa di organizzazione rappresenta, secondo la Corte di Cassazione Sez IV penale 4 marzo 2026 n.8397, un elemento importante per l’individuazione della responsabilità dell’ente secondo il modello di governance del rischio previsto dal decreto legislativo 231/2001. Colpa di organizzazione vuol dire colpevole omissione dell’adozione delle misure richieste dalla normativa in via cautelare per evitare la commissione di reati. La colpa in organizzazione può avere delle ricadute importanti nella gestione delle attività doganali e di quelle legate al commercio internazionale (segnatamente previste dal decreto legislativo 211/2025) ma può anche fornire interessanti contributi di riflessione in materia di SOAC (accise). In termini generali, la responsabilità da reato degli enti rappresenta una…

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    Considerazioni in merito alla “Sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli prodotti energetici”: giurisprudenza, accise, 231 e SOAC

    La sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli prodotti energetici regolata dall’articolo 40 del testo unico delle accise contenuto nel decreto legislativo 504 del 1995 consiste in una delle seguenti condotte: a) fabbrica o raffina clandestinamente prodotti energetici; b) sottrae con qualsiasi mezzo gli prodotti energetici, compreso il gas naturale, all’accertamento o al pagamento dell’accisa; c) destina ad usi soggetti ad imposta od a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate; d) effettua operazioni di miscelazione non autorizzate dalle quali si ottengono prodotti soggetti ad una accisa superiore a quella assolta sui singoli componenti; e) rigenera prodotti denaturati per renderne più facile ed elusivo l’impiego in usi soggetti…